Agenzia Ansia Dicembre 2012

31/12 (ANSIA) – Verona. Continuano gli eventi per le festività. Il 6 gennaio il tradizionale rogo della vecia in Piazza Bra’, mentre la notte di San Silvestro in occasione del concerto di Smaila si ammazzerà il porco.

31/12 (ANSIA) – Verona. Commento negativo da parte dell’Imam di Verona Mohamed Guerfi sul concerto-evento di Smaila: noi, discriminati.

21/12 (ANSIA) – Verona. La società di calcio Hellas Verona in segno di buon auspicio per la scalata verso la serie maggiore ha deciso di cambiare in caratteri greci il proprio nome. Si chiamerà Ελλάς Βερόνα, sarà un’A… dorata.

20/12 (ANSIA) – Verona. L’allenatore dell’Hellas Mandorlini condannato per la diatriba con i tifosi livornesi. Deve pagare una multa di 20.000 euro oppure rilasciare dichiarazioni pre e post-partita a favore dei valori dello sport. Ha già pagato.

16/12 (ANSIA) – Verona. Il sindaco ha presentato il nuovo palaghiaccio che verrà realizzato alla Spianà. Il progetto ha avuto l’hockey dell’amministrazione comunale.

12/12 (ANSIA) – Città del Vaticano. Primo tweet del Papa. Posto Dio.

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Lettera di Natale del buon Gesù

Caro Joseph,
ciao, sono ישוע, il tuo amichetto, ricordi? Quello che preghi sempre.
Ti scrivo io, preventivamente, prima che come ogni Natale tu e il tuo manipolo di invasati iniziate a inondarmi la cassetta delle lettere con le vostre richieste, le più disparate e disperate…
Ma Cristo Santo, vi siete mai accorti che sono io a compiere gli anni quel giorno? E allora sono io che debbo farvi un regalo o forse è il contrario? Al massimo posso offrirvi da bere al baretto, ma tanto non ci venite, preferite andare in quegli edifici lugubri e freddi dove le uniche cose liquide sono un po’ di acqua sporca in un pitale di marmo.
Mi stavo chiedendo negli ultimi tempi, ma se io nascessi nella vostra fottuta epoca, come me la passerei? Non che ai miei tempi la vita fosse un divertissement, ma voi avete inventato la parola progresso, hai presente? Siete gl’illuminati che vivono in un mondo migliore fatto di tante buone intenzioni e buon senso; noi ci arrangiavamo con gli schiavi per fare le nostre cose.
Ma vi rendete conto? Io se fossi nato nel XXI secolo potrei definirmi ebreo (e tra l’altro non mi converrebbe), ma dalle parti di Gerusalemme nessuno mi crederebbe, visto che non sono bianco immacolato come la vostra iconografia tradizionale vorrebbe.
E il nome? Sareste contenti di essere chiamati con il nome che vi hanno dato i vostri aguzzini prima di crociffigervi? Ma non avete un minimo di pietas! Cristo, se vi ritenete tanto belli e intelligenti iscrivetevi a un corso di ebraico antico e chiamatemi con il mio vero nome… Gesù, Gesù, che cazzo è sto Gesù? Sembra il nome di un calippo o una linea di prodotti intimi per uomo.
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Giulio Meazza e le mutandine usa e getta

La potenzialità e la tendenza autolesiva del capitalismo è ormai fatto acclarato e risaputo ai più. Perciò è forse inutile dilungarsi in proposito, tanto più quando ci si rivolge a quella parte della società a cui è rimasta, dopo l’ultimo traumatico ventennio, ancora la consolazione di qualche pensiero, tra uno spot e l’altro.

È che talvolta la cecità arraffona dell’imprenditore raggiunge un tal grado di sapienza asinina che io ancora una volta, da sotto il macigno dove sono nascosto, non posso non cedere alla tentazione di invitarvi a mettervi al riparo e ad allacciare contatti attivi con l’ombra.

Ditemi secondo voi quanti punti vendita di libri negli ultimi due anni (2011 e 2012) in Italia sono rimasti in attivo dando lavoro a quindici dipendenti. Dico, un esercizio che vende libri, non scarpe né mutandine o gratta e vinci. Possiamo dire che si contano sulle dita di una mano? In ogni caso quello che so è che una di questi è la libreria Gheduzzi, Giubbe Rosse. Una realtà locale che dovrebbe rappresentare una risorsa per la società in cui con difficoltà e tenacia è riuscita a radicare e a sopravvivere contro l’aridità dei consumi e contro la crisi economica.

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L’ombroso ventuno: ora et livora

Se come noi siete stanchi di nascondere la montante rabbia inconsulta che tanto fa bene esternare, questo è un numero che vi riempirà di gioia.
I nostri laboratori scientifici hanno dimostrato che reprimere e comprimere lo scatto d’incazzosità deprime la ghiandola pineale e fa male alla pelle. Ne deriva un accumulo di tossine tale che non si è più in grado di discernere la merda dalla Nutella. Come primo sintomo, l’animale sociale ingabbiato nel suo piccolo mondo finisce per infufarsi di cose irrisorie, dimentico che l’ira funesta bisogna calibrarla e indirizzarla verso quei target, apparentemente intoccabili, che lo stanno prendendo per il culo da un’eternità.


in questo numero:

– Del perché non vi/ci sopportiamo più, di Minali e Max Brododidado
– Il mio dirimpettaio, di Silvio Fato
– Solo contro tutti…, di Il Miserabile Jean
– La passione del nuoto, di Quel Brutale Finalmente
– E lucean le sthellas di Alì Tosi
– Tutte le tette di tuitte, di Lord Scoppiafica
– Qualcuno volò sul nido dei Nomadi, di Quel Brutale Finalmente
– saggezza fuori dai denti da Una suora coi baffi

il tutto odiosamente adornato da figurine e scarabocchi impenitenti.

Un Welponer nel paese delle meraviglie

In realtà noi non sappiamo in che paese viva quel giovane Welponer che per futili motivi è stato massacrato di botte sull’autostrada da un rappresentante regionale dei sindacati di polizia e dai suoi colleghi. Ma potevamo immaginare che almeno lui lo sapesse. Invece non è così. Certamente non legge L’ombroso, ma probabilmente non ha letto neanche un quotidiano negli ultimi quindici anni. Perché questo malcapitato era evidentemente convinto di vivere in un paese civile, dove quando una macchina col lampeggiante ti chiude la strada e ti fa accostare sulla corsia di emergenza è normale chiedere agli armadioni in borghese che scendono sputandoti addosso, chi siano e con che diritto. E magari, beata innocenza, di fronte all’aggressività automobilistica pare pure normale estrarre il cellulare per chiamare le forze dell’ordine.
Ma nel paese dove viviamo noi bisogna veramente avere le fette di costituzione davanti agli occhi per non immaginarsi che in realtà le forze dell’ordine sono già arrivate, e non vedono l’ora di combattere le ingiustizie e raddrizzare i torti.
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Agenzia Ansia Novembre 2012

22/11 (ANSIA) – Verona. L’assessore Enrico Corsi ha presentato oggi “Libera la Domenica”, raccolta firme organizzata da Confesercenti Episcopali italiani (C.E.I.) per una legge di iniziativa popolare che vuole ridare potere alle Regioni e ai Comuni di decidere su aperture domenicali e orari dei negozi. Gli unici punti vendita che potranno rimanere aperti la domenica saranno come tradizione vuole le chiese.

20/11 (ANSIA) – Verona. Stop a privilegi e auto blu. Si applica al Comune di Verona lo spending review: le assistenti sociali, per risparmiare sulla benzina, sono costrette a usare i mezzi pubblici. Il sindaco promette però che gli autobus saranno dipinti di blu e la sua Audi di arancione.

20/11 (ANSIA) – Verona. Mercati: Polonia chiama Verona: «Servono investimenti». Verona risponde: «Di pedoni e ciclisti siamo i primi in Europa».

13/11 (ANSIA) – Verona. Polemiche per la riapertura dei mercatini di Norimberga in Piazza dei Signori. L’assessore: «Eseguiamo solo gli ordini».

08/11 (ANSIA) – Castelnuovo del Garda (VR). Il gruppo Merlin Entertainments titolare di Gardaland annuncia licenziamenti dovuti alla crisi, Prezzemolo sarà la nuova mascotte degli esodati.

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Di come il Principe Ugenio ascese al Paradiso degli Uroi – V parte

(continua dal quarto capitolo) la Vera Istoria della Prinz di Ugenio, da Eiaeialameina Cameratellas basalticamente scolpita nel corredino del piccolo Benito e da quest’ultimo dettata alla Madonna Incoronata di San Lopette in seguito alla conquista di Paperopoli e da questa riportata per infilo e per insegno nell’apparizione a Natalino Otto, vero ultimo discendente d’Absburgo per parte di asino)

Sonatele belle al Ricciardo de Martinis, il Principe Ugenio fu aggredito didietro a un cantone da un Bisatto Orendo, mostro oribile albergante nelle valli del Popò. Tali e tante furono le vergate che il nerboruto scudisciò all’Ugenio, che questo, non potendo più opporre le silenti difese, alfin con un gemito cadette in deliquio.
E fu forse all’undicimillesimo lampo del frustone che il suo fisico non resse più, e con vigore spirò alla giovine età di ottantotto anni.

Ma ecco che, senza por tempo in mezzo, egli si trovava già svolazzante alla guida della sua cara Prinz, con al fianco la cagnetta Conocchia, sorvolando le docili colline dell’amore. Quel securo non si pose quistioni, come è proprio delli uomini d’azione, ma capì subito che stavasi sfarfallando in direzione ebbene sì del Paradiso degli Uroi.

Mentre entrava dal verde cancello del campo elisio, per lui quarantaquattro gatti esplosero con dei Pino Raudi nel bassofondo, e squartati o per meglio dir smezzati lo salutarono con l’usata marcetta: “Prinz Ugen der Golden Retter…” et tutti li Uroi del Paradiso gritarono il loro “Heil Henckel” a cimentar da subito di vivido collante la loro futura ed eterna unione.

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Agenzia Ansia Ottobre 2012

31/10 (ANSIA) – Verona. Col riordino delle province, Verona avrà uno sbocco al mare. Ecco che cos’era quella puzza di freschino, ha commentato Giulio Meazza.

22/10 (ANSIA) – Verona. Dopo i cori della curva sud all’indirizzo del defunto Morosini, Tosi commenta: «Da tifoso dell’Hellas anch’io vado in Curva coi “butei”, capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò e anche insulti “da stadio”, fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l’offesa personale. Finché si offende un popolo, un’etnia, ci sta, ma offendere una persona, eh no, questo no».

18/10 (ANSIA) – Venezia. Prenota una mammografia e l’esame è fissato tra 2 anni. «Intendo scatenare l’inferno, – ha spiegato Zaia – una paziente non può attendere così tanto, mi chiedo come mai la signora non sia andata a pagamento, ne va della sua salute».

16/10 (ANSIA) – Verona. Arrestati cinque militanti di estrema destra che questa estate al lago di Garda avevano colpito con calci, pugni e cinghiate un amico. I giovani camerati dopo una serata alcolica non capivano come mai nessuno volesse bere ancora qualche cosa in loro compagnia.

09/10 (ANSIA) – Verona. Miasmi, Borgo Roma finalmente “respira”. Sparisce la puzza che aleggiava da 30 anni. È stato installato un paravento che mette a riparo il quartiere dall’aria che arrivava da Palazzo Barbieri.

08/10 (ANSIA) – Veneto. Monta la rabbia dei cacciatori dopo il decreto del Tar del Veneto che ha annullato buona parte del calendario venatorio. Salvelli: «È un’imboscata». Per i prossimi mesi potranno sparare soltanto cazzate.

01/10 (ANSIA) – Verona. Il consigliere Sandri restituisce la tessera alla Lega dopo 15 anni di militanza e dà spiegazioni su Facebook: «Non avevo mai letto cosa c’era scritto sopra».

Il premio Dodici Apostati

I premi in generale mi mettono malinconia. Alcuni, in particolare, m’inducono a una desolante consapevolezza della vanità e insensatezza dell’umana universale vicenda e da un annichilente senso di solitudine.
Uno di questi è il premio del ristorante dodici Apostoli.
Il ristorante dodici Apostoli si definisce un antipremio perché non mette in palio soldi. In realtà è un premio come molti altri e vuole fare spettacolo distribuendo riconoscimenti a cappella, che è un vecchio trucco per farsi pubblicità senza scucire il fondo della giacca.
I dodici apostoli da trentacinque anni distribuiscono in Verona ben due premi a casaccio ogni anno: stilano un eterogeneo elenco di giornalisti o generici intellettuali e i primi due che si danno disponibili a cenare a macca al Dodici apostoli li premiano in pompa magna.
Ma evidentemente non bastandogli, da tre anni a questa parte il celebre ristorante è prodigo anche di un terzo riconoscimento e di questo terzo premio si dura veramente fatica a capirne il senso. Premiano un letterato. Ma non un letterato che possa scroccare la cena, nossignori, un letterato defunto, però non uno sfigato qualsiasi, un letterato coi controfiocchi. Lo si invita alla cena senza chiedere il suo permesso e gli si appatacca sul petto una inguardabile fusione in bronzo del cuoco Gioco.
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