Più culi meno eserciti!

Ci giunse avvilente voce che il nostro impagabile, e infatti impagato, direttore responsabile è stato di recente condannato alla spropositata, medioevale pena di sei mesi di detenzione da un sistema giudiziario schizofrenico con l’accusa di avere sottoposto all’attenzione della polizia scientifica il suo spelacchiato deretano.
La redazione de L’ombroso vorrebbe che nella sua angusta cella, prodotto di un mondo così angusto da offendersi tanto per un sorriso verticale, Pippo sapesse che solidarizziamo con lui e troviamo del tutto legittimo che chi si veda così petulantemente attenzionato dalla polizia scientifica esponga all’invadente esame scientifico anche il proprio deretano affinché nessun aspetto della questione sfugga al vaglio della scienza.
Giungano pertanto al nostro direttore gli effetti dell’ammirazione della redazione tutta e il plauso speciale del Professor Lombroso che apprezza particolarmente il criminale consenziente allo scientifico e accurato esame fisiognomico.
Sempre fidando che verrà un mondo in cui sui passaporti saranno le foto dei deretani invece che delle facce ti salutiamo, direttore, e ti auguriamo buon lavoro.

Qui la sua dichiarazione.

Gnocco e moschetto fascista perfetto

Ai nostri tempi il carnevale era una cosa seria e le tradizioni si rispettavano, non si mandava tutto a puttane come fanno i giovani d’oggi.
Ai nostri tempi al venerdì il re del carnevale, il più tristo e miserabile scabbioso e moralmente corrotto marginale, portato in trionfo dal popolino prendeva il controllo della società e il mondo si ribaltava. I potenti, i mercanti, i legulei facevano meglio a travestirsi o a chiudersi nei palazzi, il prete a nascondersi nella cripta e tutti quelli che avevano rispettato il re e la giustizia, tutti quelli che avevano pagato le tasse e rispettati gli editti potevano abbandonarsi alla gioia dell’anonimato e alla libertà delle loro più segrete passioni e fantasie, i poveri erano i nuovi ricchi e i brutti erano i nuovi belli.
Alla mezzanotte del martedì, poi, il re del carnevale veniva tirato dal popolino, che lo aveva portato in trionfo cinque giorni prima, fuori dalle mura della città e lì a calci e pugni e randellate veniva finito e lasciato in pasto ai lupi perché l’ordine riprendesse il controllo della società.
Il carnevale di oggi a Verona non ribalta proprio niente, ritrasmette il medesimo segnale della televisione, la medesima versione di facebook, lo stesso sconsolante spettacolo.
Nel carnevale di oggi a Verona i poveri non sono ricchi, gli affamati non possono abbuffarsi, stop immigrazione era scritto su un carro, gli gnocchi sono solo per i ricchi, il Duca della Pignatta non nutre più gli straccioni di mano lesta di S.Stefano, la pentola di soldi anche a carnevale rimane sempre agli stessi, il re del carnevale è il re di tutti i giorni, la sfilata dei carri allegorici non propone alcuna allegoria: si limita a ripetere il carro del governo, ma come a tutti è ben chiaro il buco di culo non è un’allegoria del buco del culo, è semplicemente il buco del culo.

Circo delle croste, sesta edizione: The Holy Vengeance!

locandina circo delle croste 2015

Come una malattia che non si riesce a debellare, torna la più improbabile serata del divertimento, l’ics fuktor dei poveri!
Attori e attrici, cantanti, mimi, nani e ballerine si cimenteranno nella più sgangherata kermesse che questa città abbia mai saputo mettere in scena.

Come sempre sarà il pubblico a decretare i vincitori, osannandoli e omaggiandoli con lanci di verdura, bombe carta e arguti improperi.
Giudice di tutte le grida, l’infernale, implacabile, indiscutibile macchina brevettata da L’ombroso, il Sigometro®.

Lettera elettorale di un Vescovo padano

Cari Fratelli e sorelle,
Vi scrivo in prossimità delle elezioni non per chiedere il vostro voto per un candidato qualsiasi – che non sarebbe etico e non avrebbe poi tanto senso – ma per uno in particolare. Anzi, per una in particolare. Io sono assolutamente sopra le parti e non voglio certamente influenzare la vostra coscienza, tanto so a che seggio votate e poi facciamo comunque i conti. Io, essendo appunto un Vescovo padano e pastore di anime so bene da che parte sta il lupo e da che parte si fa il formaggio. E da buon cristiano padano vi posso garantire che il formaggio buono lo fa soltanto la mia candidata. E lo so perché di caciotte sue me ne sono pappate un bel po’. Orbene, anche se potete pensare (e chi ve l’ha mai chiesto!) che col vostro voto andate a eleggere coloro che hanno un’interpretazione un po’ personale dello spirito evangelico, devo dirvi che bruciare campi Rom, affondare barconi pieni di migranti e recludere i superstiti in campi di concentramento, possono essere concetti cristiani apparentemente indigesti, ma se gustati assieme a una dolce caciottella alla fine possono essere tranquillamente digeriti. Vi ricordate quando alla messa di Natale ho chiamato all’altare un razzista certificato da tanto di condanna per istigazione all’odio razziale, ecco, voi tutti che avete fatto la santa comunione, vi è forse andata per traverso? Certo che no! Ed è stato per tutti voi un bel santo Natale.
Ecco allora, alle prossime elezioni se volete tenere pulita la nostra amata Padania, se volete passare ancora Natali tranquilli, se volete che i lupi non vengano a rapinare le vostre pompe di benzina, a svaligiare le vostre villette bifamiliari, a stuprare le vostre serve, a spacciare cocaina di scarsa qualità ai vostri rampolli, a controllare le vostre dichiarazioni dei redditi, ecco, mettete da parte inutili scrupoli e votate Ciccia Formaggia, una Padana DOP. E state tranquilli. Garantisco io.