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La Vignetta del Signore vignetta n.12.jpgLe vignette del tempo che fu
The Dark Side of Romeo
Le KKKartoline
La nostra città regala squarci memorabili, densi di emozioni, carichi di romanticismo. Non si può rimanere indifferenti a cotanta bellezza che ci circonda e che ci pervade. Tanti nel mondo ce la invidiano,noi ce la teniamo stretta, chiusa, murata la nostra bella città. (in fase di aggiornamento)


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L’ombroso trentacinque: più vuoti, meno voti

Grugnolo se ne va, ma L’ombroso rimane. Eccone un altro numero.

In questi anni di risibile governo della città vi abbiamo tenuto la mano come bimbi spauriti, vi abbiamo fatto ridere, vi abbiamo fatto piangere, dall’ombra vi abbiamo suggerito che un altro punto di vista era possibile, che si poteva trovare conforto nei cerchi nella pearà, nella lettura dei libri sacri e sciamanici, nell’intonare tutti insieme il grido di speranza “Hasta el ponte de la Victoria, forse!”. Vi abbiamo sostenuto nella cura dei piccini, nella scelta dei libri e della musica, vi abbiamo confortati nei tempi di crisi e vi abbiamo informati e guidati nelle difficoltà quotidiane, animati dalla volontà di educare, voi masse di quadrumani, alla rivoluzione simpatica. Stronzate. Come al solito ci siamo sbagliati. Dopo Grugnolo non verrà niente di meglio. Avremmo sperato per lui un’uscita di scena degna della sua faccia. Che so, un abbiocco in autostrada, un suicidio anti-equitalia, un duello di lama fuori casa, invece lui se ne va mesto, disfatto con l’alito di uno che si è appena risvegliato e gli tocca magari di andare in ufficio, mentre L’ombroso continuerà a uscire gratuitamente nei vostri locali preferiti senza essere in grado né di aiutarvi dalla prossima merda, né di consolarvi. Possiamo solo assicurarvi che nel pantano nero dell’ignoranza continueremo ad affondarci abbracciati tutti insieme e cercheremo di stare allegri come sbornie tristi, perché, come diceva il poeta comunista, è dall’humus puzzolente nell’ombra del sottobosco che nascono le grandi querce che ardono nei forni.
Perciò beccatevi anche queste esilaranti elezioni e il nostro paginone centrale a loro dedicate. Siamo certi che fino a quando saremo gratuiti come vespasiani voi continuerete a compiacervi dello spettacolo pantoclaste di saltimbanchi da trivio e quando sarete di maestrale a gettarci mezz’euro nel piattino.

In questo numero:

  • I migliori dieci anni della nostra vita, de Il Miserabile Jean
  • Pacate opinioni a confronto e incontri culturali al Vinitaly, di Alì Tosi
  • Ignorantismo: deficit cognitivo di sottocultura o movimento di primitivo consapevole afflato artistico?, di Nomenklatura
  • Ricorda che quest’anno si cambia il subumano. Va’ a votare, Verona lo merita, de La Redazione
  • Satira pe-dante, di Sapore di Cane
  • Capire le sacre scritture: Genesi 24-27, Isacco, de Il Miserabile Jean

Un numero di certo non privo di iconografia dissidente per alleviare dai crampi e per motivarvi anche con le figurine a rimanere, orgogliosi, nella più bieca ignoransa.

L’ombroso trentaquattro: un numero che è una bomba

Borghesi in tempo di crisi ci siamo imborghesiti, non c’è dubbio.

Eccoci ancora a rivangare i bei tempi della giovinezza, quando le bombe le si metteva noi italiani di genoma italico e latino se non etrusco o addirittura Osco, popolo di pastori e grandi amatori di capre, altro che Celti incestuosi e pastori lessinici mugofagi con le croste sulla faccia.
Ah! Che tempi, la fiera di Milano, Piazza Fontana, Gioia Tauro, Peteano, piazza della Loggia, Ludwig, l’Italicus, Bologna e tanti altri giorni di esplosiva giovinezza vorticavano attorno alla nostra beneamata città! Mica come questi pidocchiosi di musulmani. Noi sì che ci sapevamo fare col tritolo. Giù la testa, coglione.
Un numero che abbiamo voluto dedicare alla bomba, perché la bomba è spensierata, riscalda, conforta i deboli, alimenta gli opulenti e tace la miseria. La bomba che fa giustizia di tutte le ingiustizie, la bomba con il botto che porta allegria e tutte le feste se le porta via.
Bum bum bum, diceva una canzone dei nostri tempi. Ed ecco allora sotto il vostro naso puzzolente i più fulgidi esempi dei bombaroli de casa nostra. E chi ha orecchie per intendere intenda, chi ha occhi per vedere veda e chi ha un biglietto da cinquanta lo metta nella cassetta de L’ombroso che trovate un po’ dappertutto, se avete occhi almeno per guardare.
E insomma da bravi borghesi anche noi alla fine si è partorito il figliolo ribelle. Con malcelato orgoglio ve lo presentiamo. Ecco “L’Antitutto”, supponente sciocco ignorantello e impertinente come un adolescente senza talenti alle prese coi suoi gattini molotov e le sue turbe fanzino-rivoluzionarie.
Ma la rivoluzione rosso pomodoro, diciamo noi, non si fa con la fretta, la gatta cieca ha fatto i gattini molotov ciechi, bisogna sapere aspettare e farsi esplodere quando sono tutti dentro. Altro che baluba iconoclasti.

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In questo numero:

  • Bombe e buoi dei paesi tuoi, di Quel Brutale Finalmente
  • Un uomo (quasi) tutto d’un pezzo, di Minali
  • S’i’ fosse bomba, di Nomenklatura
  • Capire le sacre scritture: Giosuè 5-6, Spippolo, poi torno a bomba su Gerico, de Il Miserabile Jean

e in allegato: “L’Antitutto“, fanza autoscissionista autoprodotta e automunita contro il rimbambimento a colori de L’ombroso

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L’ombroso trentatré: più aldilà che aldiqua

A gamba tesa nel bel mezzo della noia che ci attanaglia è uscito il nuovo coloratissimo numero de L’ombroso, a lenire le ferite dei pochi sopravvissuti.

Numero palesemente palindromo. Numero esoterico per eccellenza. Vibrazione del Maestro. Le 33 vertebre della colonna. I luoghi santi del Buddha in Giappone, le 33 chiese fatte costruire in dieci anni da Zhédi, imperatore della dinastia Ming. E ancora sono 33 le perline nel rosario islamico, i 33 anni di regno di Davide a Gerusalemme, gli ani del Cristo, per non parlare dei 33 giorni di pontificato di Papa Giovanni Paolo I o dei centimetri di John Holmes. Il trentatreesimo è il grado massimo nella gerarchia massone. E ancora, le 03:33 del mattino è il momento della giornata più propizio per entrare in contatto con entità di tutti i tipi e di tutte le forme. E come dimenticare quei 33 disgraziati minatori cileni intrappolati nel 2010 nelle budella della terra che mandarono il biglietto “Estamos bien en el refugio los 33” il quale, come chiunque può constatare, consta di 33 caratteri compresi gli spazi. E a seguire i proverbiali trentatré trentini e finalmente dica trentatré.

Allora, avanti, tutti insieme, chiedete, pretendete, dite trentatré, e forse vi sarà fatta salva l’ombra vostra.

Questa volta L’ombroso affronta una rinnovata, esilarante esperienza nel mondo della cura alternativa, delle filosofie archetipe, delle vacche sacre, delle masturbazioni illuminanti e delle più curiose attitudini della nostra animaccia bella.

Ricco di ieratiche raffigurazioni piene di spirito, di documenti apocrifi, di inopportune inserzioni pubblicitarie e di autentici sproloqui.

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In questo numero:

  • La grande lezione di Tiziano Terzani, di Fabiana Inculamorti
  • Ho sposato l’energia quantica del cosmo. Poi…, di Max Gurudidado
  • Dica trentatré!, de Il Miserabile Jean
  • Basta con questo ognuno dice la sua, di Dott. Minali
  • Ma se non hai fatto lo Scout i nodi come li sciogli?, di Nomenklatura
  • Le recensioni lobotomizzate di Quel Brutale Finalmente
  • Capire le sacre scritture: Genesi 19, Meritocrazia, de Il Miserabile Jean

La balneabilità del male

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L’ombroso trentadue: lasciate che i pargoli vengano

Trombette alla bocca! Pepereppeppeeeee. Arieccoli. Mamme, babbi, ecco un numero tutto dedicato ai vostri cari frugoletti. Il L’ombrosino dei piccoli. Tanto ci teniamo alla famiglia che non potevamo non dedicare un po’ d’attenzione anche ai mostriciattoli che rappresentano in tinte così fosche il nostro futuro e che della famiglia sono, come dire, il bastone nel culo.
Mamme rincoglionite, papi assenti nella migliore delle ipotesi, desiderosi tutti solo di un po’ di tranquillità. Date in pasto questo giornaletto improponibile ai vostri lamentosi poppanti ma anche ai vostri puzzolenti preadolescenti.
È pieno di colore – vedrete che per almeno dieci minuti cesseranno di scassarvi l’anima – ricco di consigli per una genitorialità consapevole, ma che vuole anche affrontare i temi più profondi legati al disagio dell’infanzia opulenta.
L’ombroso questa volta è dalla parte dei fanciulli, perché noi siamo sempre schierati con i più deboli, anche se rompono i coglioni.
numero 32
In questo numero:
– Asilo libertario, di Quel Brutale Finalmente
– 10 grandi verità per i nostri piccoli bambini, di Fabiana Inculamorti
– Dieci modi per masturbarsi senza l’uso delle mani, di MaxTurbodidado
– Le mestruazioni, di Fabiana Inculamorti
– Le recensioni lobotomizzate di Quel Brutale Finalmente
– Capire le sacre scritture: Genesi 22, Fallo per il Nonno, de Il Miserabile Jean
Un numero gravido di indecenti ghirigori infantili, la cui ironia è degna di un turpe marmocchio privo di umorismo. Come piace a voi, degenerati figli non voluti.

L’ombroso domani: prevista tanta afa

Copertina datata 2029 e realizzata per la “Storia dell’editoria italiana dal 2020 in poi”, in mostra ad A.F.A., Autoproduzioni Fichissime Andergraund

cover 2029

Agenzia ansia dicembre 2015

cravattari ok

28/12 (ANSIA) – Verona. Dalla notte della vigilia di Natale nel presepe allestito in piazza Erbe sono già spariti due Bambin Gesù. Per quest’anno si spera in un parto trigemellare. Una pecora è stata ritrovata addirittura in via Cappello. Fissava con rammarico una vetrina che esponeva un maglione di lana.

26/12 (ANSIA) – Verona. Non piove da due mesi. La siccità, prevista almeno fino all’Epifania, rende l’aria irrespirabile. Il Comune interverrà costruendo un tappeto gigante per coprire le polveri sottili.

25/12 (ANSIA) – Verona. Provvedimento antismog, tornano i bus gratuiti per lasciare l’auto in garage. Alla parola “gratuiti” migliaia di veronesi rispondono intasando gli autobus, anche se fermi il giorno di Natale. Read more »

L’ombroso trentuno: solo idee superficiali ma ribadite con forza

Allora diciamocelo chiaro in faccia che L’ombroso non c’è più. Quando abbiamo uscito il 30? Sei mesi fa? Chisseloricorda più. L’ombroso non c’è più, finito. Siete contenti? Siete disperati, depressi? Ve ne impippa? Massì, abbiamo detto tutto. Sono trentun numeri (includendo il numero zero) che abbiamo detto tutto e anche qualcosa di troppo ci è scappato. Ci sono scappati quasi tutti i fondatori e le menti grigie, i redattori e i matitari bigi, i battitasti e i poetastri, i creativi e i distributori ligi. Non siamo più gli stessi, non siamo più nessuno. Adesso esce questo numero qua… Il 31! Ma che roba è? Chi l’ha tirato fuori il numero 31 se la redazione ha ancora le ragnatele dell’estate sulle sedie ed è da luglio che ci si arrovella?
E poi, d’improvviso… Bidibi bodibi bu! Forse la magia della bauli? della disney? della cocacola? E che minchia ne sappiano noi che siamo atei.
Bisogna riconoscere però che è bello come un faceto pacco di natale.
L’abbiamo confezionato così, senza fatica, senza sforzo alcuno d’intelletto, perché siamo stufi di usare il cervello che tra tutti è l’organo che consuma di più e non rende quasi niente.
Come un pacco di natale è scontato e irritante ma riciclabile, e noi vogliamo riciclarlo a voi, i nostri amati lettori, a quelli compulsivi e a quelli affezionati ma anche a quelli distratti e a quelli schifati. Tanto è gratis, e se voi non avete nessuno a cui sbolognarlo, be’, potrete sempre usarlo per imballarci le bestie e il bambinello quando disfate il presepe.
cop numero 31 bassa
In questo numero:
  • Reduce your penis, di Fabiana Inculamorti
  • Lobotomia, de Il Miserabile Jean
  • Nuove invenzioni per porre fine alla carenza di lettori, di Minali
  • La copertura di Stocazzo, di Jerry Kalashnikov
  • Inutile cambiare il mondo. Meglio adattarsi senza troppa fatica, di Max Brododidado, Quel Brutale Finalmente, Il Miserabile Jean, El Gefri
  • Le recensioni lobotomizzate di Quel Brutale Finalmente
  • Filosofia da bar, di Alì Tosi
  • Capire le sacre scritture: Genesi 12, Sarai fottuta, de Il Miserabile Jean
Un numero senza sagaci vignette né ficcanti illustrazioni? Giammai! Una pletora di decerebrati compagni di merende col pennarello in mano l’hanno infiocchettato in technicolor.

Agenzia ansia novembre 2015

fondazione

28/11 (ANSIA) – San Giovanni Lupatoto (VR). Gli sci di papa Wojtyla sono diventati veronesi. Domani in vetrina al Gran galà, poi saranno esposti al “Pepperone”. Le racchette sono state censurate.

21/11 (ANSIA) – Verona. Furto a Castelvecchio. Sgarbi: «È la mano della Jihad o della criminalità».

21/11 (ANSIA) – Cologna Veneta (VR). Furto misterioso di 4 giovani segugi. Sgarbi: «È la mano della Jihad o della criminalità».

21/11 (ANSIA) – Isola Rizza (VR). Scontro tra moto e furgone. Un ferito grave. Sgarbi: «È la mano della Jihad o della criminalità».

15/11 (ANSIA) – Verona. Allarme terrorismo. Zucchero annuncia 10 concerti a Verona e un nuovo album nel 2016.

Agenzia ansia ottobre 2015

oggi-al-cinema

11/10 (ANSIA) – Verona. Luigi D’Agostino, 90 anni, storico presidente del Bacanal del Gnoco ha dato le dimissioni dopo 55 anni alla guida del carnevale. È la cosa più divertente di tutta la sua carriera.

10/10 (ANSIA) – Verona. Giovanni Rana: «Matteo Renzi mi piace perché è un imprenditore, ragiona come un imprenditore». Effettivamente fanno tutti e due i tortellini.

09/10 (ANSIA) – Verona. Renzi al Ristori: «A Verona sta tirando la ripresa». Si riferiva al Rally Due Valli. Read more »