L’ombroso quarantasette: un numero contronatura

Dopo la grande speranza che fosse finalmente cominciato il giudizio universale, ormai disillusi dal floscio virus, nel triste frangente in cui ci ritroviamo senza poter degnamente festeggiare il Natale sputacchiandoci in faccia come ai bei tempi, ecco in vostro soccorso L’ombroso numero 47 che vi propone un altro nemico nuovo di zecca contro cui sfogare le nostre frustrazioni: gli alberi, i boschi, le foreste, questi sterminati eserciti di sussurranti ma temibilissimi invasori. Esseri che neppure appartengono al regno animale, gente al cui confronto la paura per gli immigrati è una favoletta. Altro che sostituzione etnica, gli alberi fanno parte di una cospirazione verde che minaccia ogni libertà dell’uomo e punta alla sostituzione di regno. Se li lasciate fare, se non li contrastate, gli alberi invaderanno tutto, le strade, le città… Guardateli mentre già ora sfondano i tetti, sconnettono l’asfalto, chiudono la visuale, infestano, opprimono il genere umano con ogni mezzo e via. Ben si comprende in quanti modi e con quali astuzie pazienti questi parassiti della terra ci minacciano, quanto infingarda sia la natura degli alberi con quelle radici che affondano verso l’inferno. Dopo che alla luce del sole hanno svogliatamente emesso ossigeno, non appena calano le tenebre – come moderne Penelopi – cominciano alacremente a produrre anidride carbonica per soffocarci nel sonno.
Un monito e una chiamata alle seghe, per la salvezza del genere umano, per il decoro delle nostre strade e del nostro territorio, all’armi, lettori, difendiamoci da chi ci vuole rubare il sacro suolo della patria.

In questo numero:

– Per una canoificazione del veronese: una modesta proposta, di Tex Pussy
– C’è un complotto degli alberi, me l’ha detto un tizio al bar, di Quel Brutale Finalmente
– Breve Orazione del sindaco sul perché è doveroso abbatterli, di Alì Tosi
– E allora le piante carnivore!?, di Minali
– Meditare sugli alberi, di Lord Scoppiafica
– Un sordo fap-fap-fap, di Milo Mannaro
– Famiglie in crisi e baobab con l’Iphone, di Pus

Il cartaceo dalle quanto mai coloratissime (ma non di verde, per motivazioni ideologiche) e spesse pagine prodotte a spese del nemico lo troverete gratuitamente nei consueti vostri luoghi di socializzazione. Ma badate, quando rientrerete nelle vostre celle allo scoccar del coprifuoco col L’ombroso sottobraccio, ricordate che il nostro giornale vi rende riconoscibili, ricordate che siamo in guerra, guardatevi sempre dalle piante, passate largo dai platani e dai lecci, perché anche quando sembra che stiano fermi e pacifici non c’è mai da abbassare la guardia. Mai.

L’ombroso quarantasei: un numero gourmet

Sono finiti i giorni delle risate. È scaduto il tempo della satira. QAnon non è una cagata uscita dalle pagine squinternate di L’ombroso, è realtà psicosociale, i terrapiattisti veneti davvero partono col naso su una bussola per raggiungere il bordo della terra, davvero il vostro sindaco è amico di Stupilli&Company e davvero c’è un sacco di gente in giro convinta che andrà tutto bene: il mondo è ridotto a satira di se stesso e L’ombroso, grazie al suo atavico isolamento, è rimasto l’unico brandello di raziocinio a mezzo stampa su questa terra che se non è piatta si è effettivamente molto appiattita.
Perciò non crediate che la “Modesta proposta” di Swift possa essere da noi ancora considerata satirica e, quando aprirete il nostro prossimo numero, non pensiate che si tratti di una barzelletta. Perché se ci siamo mangiati il capitale e il debito, le pensioni, le risorse, l’acqua, il cibo, gli animali, gli alberi, l’ossigeno, il territorio, se ci siamo mangiati il futuro, adesso perché non dovremmo mangiarci anche i bambini, che sono l’ultima cosa buona rimasta?
Voi forse credete che con l’eccesso di bambini che c’è al mondo, che saranno quattro miliardi di formichine fameliche, se l’umanità se li divorasse tutti ne verrebbe un gran danno alla nostra specie? Tutt’altro! La sovrappopolazione mondiale si ridimensionerà rapidamente e la fame nel mondo sarà abolita, come la povertà in Italia, senza doversi alimentare di topi vivi che portano le malattie e senza dover stipare milioni di ettari di suini e bovini che consumano risorse e soffocano il pianeta con le loro scoregge.

Ecco dunque, in anticipo sui tempi e sulle mode ma sempre in ritardo sulla satira, gli indispensabili consigli dei nostri esperti per godere un’esperienza culinaria entusiasmante, l’unica veramente sostenibile dal pianeta.

In questo numero:

– Alla riscoperta della tradizione, di Fabiana Inculamorti
– Un’arma contro il mondo cane del Brambillismo, di Tex Pussy
– Breve storia dello pedofagia, di Alì Tosi
– È stato lui, mi ha provocato, di Fedele Castro
– 18 gustose ricette per i bimbi a tavola. Prima infornati, poi infornali
– La cattura del bambino veronese, di Quel Brutale Finalmente
– La selezione, l’allevamento, la nutrizione dei bambini da tavola, de Il Miserabile Jean
– L’opinione del Professore, di C. Lombroso

Allora cosa aspettate, golosoni, correte nei vostri punti di mescita culturale preferiti ad accaparrarvi una copia gratuita senza lasciare nemmeno mezzo euro nella nostra cassettina, perché tanto a noi ci sovvenzionano i pedofili che vivono sotto terra mangiando le ghiandole surrenali dei bambini talpa.

L’untuoso

Prima che fosse decretata la quarantena erano quasi tredici anni che non uscivamo dalle cantine salnitrose dove abitualmente troviamo ricetto, ma da quando in città non si vedono più facce di cazzo, e per la verità di questi tempi si sono viste pochissime facce in generale e quelle poche mascherate, per le strade di Veronda ci sentiamo a bell’agio assai e lo spettacolo di piazza Erbe deserta ci colma di speranza per il futuro.
Poiché i locali, dove per solito s’assembrano i nostri lettori in trepidante attesa di ombrose novelle, sono tutti chiusi, s’è fatta questa pensata, del tutto degna del nostro genio, di andare in cerca di untori e di chiedere a te, proprio a te anonimo annoso lettore scroccone, di distribuire il fantasmagorico e segretissimo giornaletto.
Ricorda che se noi facciamo queste cose è perché siamo disperati e non abbiamo un cazzo da fare tutto il giorno, ma anche tu sei disperato e allora forse anche tu aneli con noi alla rivoluzione rosso pomodoro. E questo puoi anche scriverlo sull’autocertificazione con la quale rivendicherai il tuo insensato atto di terrorismo. Sappi però che se ti prenderai cinquecento euro di multa noi non ti daremo niente come niente ci hai mai messo nella cassetta delle offerte prendendo il L’ombroso per metterlo sotto la sabbia del gatto.

A tutti voi pavidi, pigri e accidiosi che non avete avuto il coraggio di diventare gloriosi untuosi quando la Storia vi ha chiamato all’appello: ecco, con un virulento colpo di coda, cosa vi siete persi. Che vi sia di monito per la prossima pandemia!

Esce il numero 45. Diventa untore e diffondilo!

Prima che fosse decretata la quarantena erano quasi tredici anni che non uscivamo dalle cantine salnitrose dove abitualmente troviamo ricetto, ma da quando in città non si vedono più facce di cazzo, e per la verità di questi tempi si sono viste pochissime facce in generale e quelle poche mascherate, per le strade di Veronda ci sentiamo a bell’agio assai e lo spettacolo di piazza Erbe deserta ci colma di speranza per il futuro.

Poiché i locali, dove per solito s’assembrano i nostri lettori in trepidante attesa di ombrose novelle, sono tutti chiusi, s’è fatta questa pensata, del tutto degna del nostro genio, di andare in cerca di untori e di chiedere a te, proprio a te anonimo annoso lettore scroccone, di distribuire il fantasmagorico e segretissimo giornaletto.

Ricorda che se noi facciamo queste cose è perché siamo disperati e non abbiamo un cazzo da fare tutto il giorno, ma anche tu sei disperato e allora forse anche tu aneli con noi alla rivoluzione rosso pomodoro. E questo puoi anche scriverlo sull’autocertificazione con la quale rivendicherai il tuo insensato atto di terrorismo. Sappi però che se ti prenderai cinquecento euro di multa noi non ti daremo niente come niente ci hai mai messo nella cassetta delle offerte prendendo il L’ombroso per metterlo sotto la sabbia del gatto.