
Barbe finte e pur bisogna andar…
Noi, veramente, s’era detto Rivoluzione! Rivoluzione rosso pomodoro! Era l’idea fondante del nostro collettivo quadrumane. Noi si contava sugli artisti per inondare la città di sangue teatrale e prendere il sopravvento armati di cartoni del pandoro, barbe finte e denti da dracula.
Ma gli artisti… mamma mia… l’arte, ragazzi miei, è una brutta bestia che si alimenta delle più primitive pulsioni dei sapiens per defecare sterili oggetti d’ammirazione… nulla di più distante da quegli scanzonati ideali estetici che trovarono la massima espressione nel Circo delle Croste.
Disse il prosaico poeta Ah! Chi di voi poeti non ha intorbidito le sue acque per farle sembrare più profonde?
Gli artisti posero mille condizioni, avanzarono mille perplessità alla Rivoluzione, portarono i loro ingombranti ego in redazione e scodinzolando narcisistici entusiasmi demolirono le suppellettili del nostro covo e solo per questo noi alla fine non riuscimmo a combinare nulla.
Perciò sappiate che l’arte a noi puzza tanto di antiRivoluzioneRossoPomodoro e degli artisti, che pure ci sono indispensabili, ci fidiamo poco o niente.
(per A Memoria d’Arte 2026)