Asesso del mondo, largo all’archeomarmaglia reducista!

Abbiamo intercettato una missiva interna tra la stimata associazione Popoli e il movimento futurista, una recente avanguardia nata nel 1909, che dà le indicazioni per raggiungere la aerocena gastrofuturista in quel di Palazzolo di Sona giovedì 20 novembre al ristorante Ca’ Fileno. Un’iniziativa cameratesca con il patrocinio del KulturKampf (assessorato alla cultura, o come lo chiamano gli organizzatori "asessorato", con questo alludendo probabilmente a certo parassitismo impiegatizio, un "asesso" per l’appunto) Continua a leggere

Arriviamo sempre tardi

Che peccato. E pensare che abbiamo sempre considerato Mario tutto sommato un intellettuale inespresso, capace di slanci e passione, un uomo di lettere (A, B, C e forse anche D) incompreso e villipeso.

Questa era l’occasione giusta per conoscere un altro Mario, quello più uomo di chiesa e meno feldmaresciallo delle SS. Questa era l’occasione, a fine convegno, di abbracciarlo, struccarlo, commuoversi e chiedere in prestito il suo fazzoletto verde per soffiarcisi il naso.

Agenzia ANSIA

Fresco acquisto della nostra redazione, Mons. Hunter è il nuovo addetto stampa de L’ombroso. Un Bolis di notizie.
Per valorizzare le sue incredibili doti giornalistiche abbiamo dovuto creare un mezzo adatto a lanciarle nell’etere.
Inauguriamo perciò Agenzia Ansia, un’agenzia stampa da paura.

Un box dedicato qui sulla colonna di destra, periodicamente aggiornato con le migliori notizie, sapientemente selezionate da Mons. Hunter e i suoi collaboratori. I fatti, le dichiarazioni, i pettegolezzi. Tutto è monitorato con quel tocco di Ansia che non guasta.
Non lasciatevela sfuggire: in questo mare in tempesta, Agenzia Ansia è un’Arca che affonda.

E quanto ci costa un giornalista di siffatto livello?
Solo 110.000 euro l’anno.
100.000 euro in meno del portavoce del comune di Verona.
È la crisi, baby.

Unire i puntini neri

di Max Brododidado Masetti


Mi chiedo quale scarica di onanismo percorrerà mai il cittadino medio al di sopra di ogni sospetto, il veronese che bene pensa, razzola male e che di un dio vendicatore ha timore, quando legge ogni giorno delle nuove ed entusiasmanti gesta dei suoi supereroi preferiti.
Me lo domando, perché il sogno di veder finalmente realizzato il suo piccolo mondo, circondato dal suo microscopico orticello, cintato da mura difese da filo spinato, sorvegliate da videocamere a circuito chiusissimo, a me pare piuttosto un incubo a ciel sereno. Continua a leggere

L’ombroso quattro: paura, eh?

Esce L’ombroso numero quattro, il primo e unico periodico cimiteriale che condensa la paura.

Per i puri di cuore in allegato, come sempre, Schweinfilet.

E in più per voi:

Lontani dai lampioni!
Inaugurata la sezione propaganda: scarica l’adesivo ombroso e attaccalo nei punti più oscuri.
Se hai voglia di flirtare con gli infiltrati abbiamo anche il novissimo kit adesivo studentesco: scaricalo subito, Francesco! 

Il crocefisso, lo scettro e la picana

Ovvero dell’incredibile menage tra vescovo Zenti, monarchici tradizionalisti e tonache amiche di torturatori argentini.

Prima una pre-messa: auspichiamo che proprio domenica il vescovo di Verona dalle pagine de L’Arena, come è suo costume, ci indichi la via per non cadere in tentazione.
Magari salmodiando sull’amore cristiano. O perché no, sul peccato nel commettere atti impuri.

A Verona tutto ormai è possibile, bellezza, basta volerlo.
Facciamo un po’ il cazzo che ci pare, soprattutto se ci va di ripescare idee, uomini, azioni dalle cloache della storia.
Che nessuno si azzardi poi di tacciare i veronesi di essere razzisti o fascisti (mere strumentalizzazioni maoiste!). Al limite a noi stanno simpatici preti collusi con una delle più sanguinarie dittature sudamericane, al limite.
E allora, fiato ai tromboni, fate schioccare la vostra picana che sta per arrivare "S. Ecc. Rev.ma Mons." Juan Rodolfo "Garage Olimpo" Laise. Continua a leggere

Umilissimamente servo vostro

Ogni forma ossequiosa che si rispetti ha le sue regolette, che è difficile infrangere, soprattutto se introiettate nel proprio status di schiavo organico.

E anche se qualcuno, d’improvviso, s’inerpica cercando di negare il suo vassallaggio servile nei confronti del potere, eccolo contraddirsi involontariamente, proprio nell’utilizzo delle forme del lessico supino.


A riprova di quanto sopra, un paio di esempi.


Il primo, ad opera del compagno Roberto Bolis, transfuga da Poteve Opevaio a Povto Votondo, e approdato alla corte di Sua Santità. A palazzo è diventato, probabilmente a suon di atti di contrizione e penitenza, non solo il responsabile dell’Ufficio Propaganda ma soprattutto un fedelissimo. E si sa, basta guardare Bondi, i convertiti sono i peggiori. Continua a leggere