Dietro ad ogni writer

di Scrivandra Vaccate

Dietro ad ogni writer c’è una storia di disagio. Non solo. Dietro ogni writer c’è qualcuno che gli passa le bombolette. E, cosa ancora più inquietante, dietro ad ogni writer c’è la schiena di un writer.

Raggiungo la signora Maria Pia Laslandroni al cassonetto di Via delle Supposte, ad Avesa. È lei a raccontarmi la prima storia di
dolore giovanile. «Quell’uomo ha rubato il motorino di mia figlia. Non solo, le ha rubato anche la vita. Non solo, ha rubato anche la postepay e il codice. Compravano bombolette su ebay, costavano meno, probabilmente le sniffano pure. Si erano divisi carta magnetica e codice segreto come un cuore spezzato in due. Noi le avevamo aperto un conto giovani alla popolare, ma quei soldi sono tutti spariti». Maria Pia mi fa entrare nella stanza di sua figlia scomparsa. Si capisce subito come quell’incontro abbia devastato l’adolescenza della giovane. Copertine di “Top girl” scarabocchiate, poster di Avril Lavigne con i baffi fatti a pennarello. Mozziconi di sigarette sicuramente non normali. Orrore puro. Continua a leggere

La madre dei casi isolati è sempre incinta

«Questo grave episodio insegna, purtroppo, come non si debba abbassare la guardia nè ignorare o sottovalutare ogni gesto che alimenti un clima di violenza o anche solo di intolleranza contro le istituzioni, le persone e i loro diritti». L’Arena, 03/06/09

«Una visita a titolo privato» ha detto uscendo sottolineando che «non esiste un caso Verona, queste cose accadono anche altrove». Ma di questo le cronache locali di altre città non hanno mai fatto cenno. L’Arena, 04/06/09


 

L’ombroso sette: un numero sinistro

Barbuti barbudos si sbarbano in barba ai barbagli del barboso sole che sorge sui tetti di Verona. Una nuova alba è cominciata per la sinistra veronese, che mai si sarebbe detta esistere. Dalle profondità delle coscienze ingorgate, fino al ponte della vittoria, forse!


In questo numero tra l’altro troverete:

– l’esclusivo reportage di George Bertain sulle tracce dei guerriglieri di Pandoro Luminoso.


– lo schema segreto della sinistra radicale veronese


– la nuova programmazione del centro mazziano, di interzona e di tutti i locali trendy della sinistra veronese


– il bestiario della generazione d


– mao dire mao: una ne fa e cento ne pensa


– genialità manifesta, un fumetto (sic!) di fabbro nizzardo

Maree Maroni

Guerre intestine e d’intestini tra apparati della Lega.
Il motivo del contendere? Questioni di primato tra primati.
Adesso se ne viene fuori Sturmtruppen Maroni con questa storia del respingimento.
Mica nuova. E non bisogna nemmeno tornare con la mente alle leggi razziali sostenute e sottoscritte dall’illustre statista Giorgio Almirante, padre politico di un’intera classe dell’apparato digerente oggi al comando.
Basta ricordare quando qualche anno fa i fascisti desiderosi di una fogna nuova dichiaravano l’inutile distinzione tra clandestini o regolari e la necessità di un umano rimpatrio per tutti.
Maroni copione, ci sono arrivati prima i tuoi amici nostalgici di olio, ricino e aspersorio.
D’altronde, ultimamente è un continuo rincorrersi a chi sia più aguzzino. Non è più a-la-page dirsi umani. Continua a leggere

Altro che veronesi tuti mati!

"Altro che veronesi tuti mati!
gh’è un paese sui monti qua in Lesinia
dove se dise iàa
pasà la linia,
dove gh’è forsi pì semi che rati!

Pensa, chei bacanoti patentati
na olta par cavarghe la graminia
dal campanil ià fato na gnominia
picandoghe na vaca, a conti fati!
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Uomini d’onore

 
Nota: c’è chi ci chiede se il volantino sia stato partorito dalla nostro fetida immaginazione. Magari toccassimo certe vette d’autoironia. Tutto originale padano e tutto distribuito ad Avesa e Quinzano prima delle elezioni del re.
 
In una città che affonda nel melmone trasversale del "me ciava solo se fasso schei", quindi corrotto e corruttibile, una ventata d’aria fresca è arrivata con l’elezione di uomini che hanno sbaragliato i vecchi costumi di coloro i quali – opportunisti politicanti avvezzi all’affarismo più bieco – erano votati alla genuflessione nei confronti dei potentati economici, industriali, curiali.
Ora alla guida della città ci sono uomini tutti d’un pezzo, lontani dalle ladronerie, che hanno avuto un preciso mandato dal popolo e intendono rispettarlo il popolo perchè loro sono rappresentanti del popolo.
Non si fanno intimorire da deboli e debosciati (loro sono amici dei migliori squadristi in città), tirano dritto.
Lassismo e relativismo, via!
Questi sono uomini d’azione. Uomini d’onore.
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Regno venuto

"Era un potente digestivo a quel misto di schifo, paranoia, ansia e senso di soffocamento che ci coglie nel guardare/vivere le nostre metropoli".



Ballard, recentemente scomparso, era, aggiungiamo noi, un anticipatore di futuri prossimi.


Prendiamo ad esempio il suo recente "Regno a venire" (Feltrinelli, 2006). Sfogliatelo. E diteci se non sentite anche voi in bocca quel retrogusto di pila che rilascia acido.


Il fascismo da lui preconizzato, vuoto e scontato prodotto da centro commerciale, è qui.


Il regno a venire, è ora. Continua a leggere