Paga e taser, mona!

Energia Pura

Finalmente il
piccolo Mariotti è cresciuto, da piccolo assessore di provincia che
giocava a festeggiare solstizi ed equinozi fischiettando allegri motivetti al teatro estravagario, ora è finalmente il capo degli autobus.
Lo vediamo già festeggiare con gli amici all’aperitivo dicendo:
«oh, butei! I m’ha promoso».  Eh sì, i t’ha promoso.

Da piccolo Pavolini di provincia, a grande Littorino.
Dài Littorino, andiamo insieme sul trenino.

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L’album sformato famiglia

 

La sbrisolona delle idee

Compagni, compagne,
finalmente lanciamo anche noi la nostra iniziativa editoriale, la nostra marchetta di fine anno.

Per voi che amate L’ombroso e vivete nell’ombra, per voi che volete orgogliosamente gridare «Anch’io sono di sinistra», magari cercando qualcuno all’orizzonte su un sentiero della Lessinia, per voi tutti, pubblichiamo le foto della nostra storia, i modelli a cui ispirarci per andare verso un luminoso Avvenire (e non veniteci a dire che è il quotidiano dei vescovi):

L’ALBUM SFORMATO FAMIGLIA, l’album delle figu rosse!

Inizialmente l’opera (che “il manifesto” ci ha mostruosamente copiato precedendoci con analoga iniziativa) era stata concepita in tre volumi, 1.200 figu. Poi ci siamo ricordati che viviamo a Verona e un paio di pagine per celebrare i fasti della valorosa sinistra scaligera possono bastare.

Cosa puoi fare per divertirti a raccogliere e scambiare le figu?

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Però, c’è un però

 

Dunque, andiamo con ordine.
Slandròn Migliornazi è un fascista. Lo diciamo perché siamo certi che lui non se la prenderà affatto. Anzi, ha avuto modo di ribadire recentemente che di quell’epiteto va fiero (quando nella fiction di fantapolitica “Tosiland” recitava nel ruolo di co-protagonista come futuro rappresentante del Comune all’Istituto per la storia della Resistenza, ops… pardòn Slandròn, della resistenza). Continua a leggere

Benvenuto Gianfry!

Eccolo, signore e signori, eccolo!

E’ passato e in un lampo se ne è andato!

La faccia presentabile dell’intolleranza, il delfino di Almirante riconvertito e fresco di naftalina.

Tutto in lui evoca moderazione e pacatezza. E infatti per anni ha cercato di accreditarsi come rappresentante del ceto qualunquista, scrollandosi di dosso vecchie storie sul suo conto e sul suo partito.
 
Scurdammoce o’ passato. Uè Uè.

Libertà vo cercando…

di Livio Fasto

Inizia così un sermone domenicale del nostro vescovo, HIC NOSTER di Verona, come ahimè, NOSTRO è il sindaco, NOSTRA è la tifoseria… non dimentichiamo, soprattutto voi signori dell’opposizione, non basta un simbolo diverso per avere la coscienza a posto: Homo sum, humani nihil a me alienum puto.
Si parla ordunque del Nostro prete maximo, il quale non è quello di Legnago, come recita quella famosa ballata tante volte sentita in queste desolate lande, degna del miglior Nicola Caverna.
Magari fosse quel simpatico vecchiotto dipsomane che nelle note della canzone ci fa sorridere e apparire meno distanti i prelati di ogni genere quando vengono scoperti nei difetti tipici della commedia umana.
Un pò alticcio il vescovo quando scrive lo sembra: farfuglia, cita, zig-zaga in azzardate e arzigogolate connessioni logiche, recita un pensiero, poi si lancia in sferzate contro la moralità perduta dei nostri tempi e lo si ritrova qualche paragrafo successivo a ripigliare un discorso che oramai non ricorda più nessuno.
Forse quando dice messa gli scappa nel calice qualche stilla di troppo del dolce nettare e il gomito alzato allora non è più solo la parte del suo corpo che erge assieme al calice verso Dio, ma proiezione della sua mente che vacilla sotto i colpi della dionisiaca bevanda.
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Saluti da piazza Bra

Pensiamo di fare cosa gradita riproducendo ingrandita la foto comparsa su L’Arena domenica 18 novembre, dove si immortalano studenti veronesi sulle scale del Municipio salutare un ipotetico conducador (probabilmente hanno solo sbagliato mira). Stanchi di subire la criminalità di una paghetta indecorosa, l’insicurezza che mina i loro aperitivi e per ultimo il degrado della serie C, i giovani veronesi,  che a leggere il volantino "scioperavano" contro la deriva comunista che sta prendendo la società italiana e i negri che li importunano alle pensiline degli autobus, sul quotidiano avevano uno spazio ridotto: la foto era piccola e si faticava a riconoscerli.
Pure sul sito di Lotta Studentesca (la formazione giovanile di Forza Nuova che li inquadra per lottare contro il sistema), le immagini non rendono loro merito. Ci pensiamo noi, allora, contenti che a Verona le tradizioni non vengano meno e che i futuri balilla crescano indottrinati e indisturbati per prossime, radiose spedizioni punitive.
Contro il sistema, ovviamente.

a seguire un’inedita intervista al famoso studioso di fenomeni L. Andreoli.  

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Ius Primae Noctis

Porte chiuse, non ho più speranze,
per me c’è la notte più nera…

Code a Porta Nuova per pagare il viatico.
A Porta Vescovo fermato un pericoloso malvivente in tonaca sprovvisto di 730; delirava urlando: «Questa porta è mia».


dal nostro corrispondente Lemon Roidy

È ormai dato accertato che tutte le città in Veneto hanno di nuovo a cuore le loro mura. Molti sindaci si sono resi conto di avere la soluzione al problema sotto i loro occhi da tempo e si sono dati degli imbecilli per non essersene accorti prima. Se l’invasione è ritornata, useremo gli stessi metodi dei nostri progenitori, gli antichi veneti che si muravano in casa. Vivi. Continua a leggere