Forza Nuova gioca a palla rimbalzella

(La politica non c’entra, sono solo dei bambini un po’ esuberanti, venite a far merenda).

Forse aveva sognato anche
una carriera politica il giovane Federico Perini. Sfogliando infatti le
liste elettorali per le amministrative della primavera del 2007 si può
infatti incontrare il suo nome, all’11° e al 12° posto, tra i candidati
per le circoscrizioni. In particolare aveva deciso di correre nella
seconda circoscrizione (Borgo Trento) e nell’ottava (Montorio). In
quale partito? Forza Nuova, il movimento di estrema destra, che aveva
come candidato sindaco Roberto Bussinello (L’Arena, 08/05/08)

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Le affinità elettive

"Verona non è una città fascista né è neofascista la stragrande
maggioranza dei veronesi". Lo afferma il sindaco Flavio Tosi, commentando gli sviluppi dell’inchiesta sul pestaggio di Nicola
Tommasoli. "Cinque brutali teppisti neofascisti non hanno nulla a che
fare con le migliaia di bravi ragazzi che popolano ogni sera il centro
di Verona. Né possono far etichettare questa città come fascista" ha
detto Tosi. (da telenuovo.it, 04/05/08)


 

 

Venditori di fumo (di scarico)

dal nostro infiltrato Max Brododidado


Come oscuro emissario de L’ombroso, con baffi e naso finto, l’altro giorno sono stato ad un incontro chiarificatorio con i cittadini sui fori prossimi venturi che l’amministrazione vorrebbe elargire ai suoi elettori (e non).
Presenti da una parte:  l’esimio e ossequioso ingegnere, il supino e lampadato presidente della seconda circoscrizione, lo sceriffo con la pallina in bocca e il Gran visir del buco.
Presenti dall’altra parte: una platea piuttosto vivace, costituita soprattutto da seriamente preoccupati abitanti e attivisti dei comitati contro il traforo. Continua a leggere

Integerrimi

Prendiamo ad esempio il caudillo di Verona. L’Uomo della Provvidenza è galoppato giù dal Carega per dar battaglia a degrado, decori, degheij…
Lui ha capito i bisogni della gente sua, che sono: ordine, sicuressa, far pulito, filo spinato, evasione fiscale e amore misericordioso (in quest’ordine, se non erro).
Via Roma ladrona, via i professionisti della politica, via i rom. Al grido di "chi spreca è un napoletano figlio di maghrebini", il novello crociato dei conti pubblici piccona a sinistra e a manca, risoluto nel voler riportare la grande Restaurazione Moralizzatrice e Anticlientelare nel cuore di Piazza Bra.
Bravo. Ben fatto. Continua a leggere

Pasque lombrosiane

 
 
 
Anche questo 25 aprile il comune di Verona – assieme alla crema dell’integralismo cattolico – festeggia in ritardo il carnevale promuovendo e finanziando le divertenti pasque veronesi.

Ci sovviene alla memoria che la data avrebbe probabilmente più nobili natali e sarebbero ben altre le cose da festeggiare, ad esempio i calci nel culo presi dai nazi-fascisti e la liberazione dalla loro appestante presenza. Con il nome di "pasque veronesi" da anni si rivisitano a fini politici gli scontri avvenuti in città all’arrivo delle pericolose idee di progresso veicolate dal profanatore di religioni cattoliche nonché giacobino Napoleone Bonaparte (grazie al quale ci siamo liberati da quei mangia ostriche e polenta a ufo dei veneziani). Continua a leggere

Anche a Verona s’inabissa la grande corazzata proletaria!

È una malattia temporanea la causa della sconfitta.
La dirigenza del partito non incolpa gli operai: poverini, erano temporaneamente malati, non diamogli la colpa.


Ultim’ora:

Il segretario Fiorenzo Fasoli alla guida del traghetto “Peschiera” si inabissa nel lago di Garda, mentre la banda suona “Bandiera Rossa”. L’hanno sentito gridare «Prete de Legnago, aspettami!».

Dal nostro inviato Lemon Roidi

Sembra che non sia riuscito a riprendersi dalla vergogna di essere stato vittima della "Sindrome Temporanea Disobbediente della Matita Disgiunta e Copiativa" e di non essere riuscito a controllare il suo braccio che si dirigeva, implacabile, verso Alberto da Giussano. Continua a leggere

Praticanti raggirati

(indagine investigativa n. 0 presso il Tribunale Civile e Penale di Verona)

di Mikage

Giovani dal radioso futuro intrecciato da reticolato famil-conoscenziale, benpensanti dalla freddezza sopraffina in giacchetta grigia e aria saccente comprovata da mesi di ardua pratica legale densamente retribuita da euro zero mensili compresi di contributi ai fini pensionistici, si aggirano con valigette in pelle umana regalo di laurea della cugina di quinto grado, sguardo ritto, testa alta, petto in fuori, pancia in dentro.

Chela gran vaca che i à stracagà!

Chela gran vaca che i à stracagà!
El franchestai e el pipo dei fumeti,
con tuta la so ciurma de furbeti,
sibèn che uno el sia verdo-nero (mah!)

e l’altro l’è aranson, sti buteleti
i à fato a gara a ci, co na sbailà
par primo el soteràa, de sta cità
farmenti, idee (devianti?) e …caoleti.