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L’ombroso estate n.1
Ma non è solo la fiacca provocazione terroristica di una satira che fa ridere solo i venditori di salamelle alla festa de l’Unità il limite di questo manipolo di scaldasedie nullafacenti.
C’è qualche ragione in più per boicottare quattro fogli rabberciati di propaganda maoista buoni solo per incartare il pesce marcio. I polpottini locali, figli di questo indifferenzialismo terzomondista pecoreccio, forti della loro criminogena clandestinità, oltre che poca cosa umana sono anche ipocriti e truffaldini.
Mi è costata fatica, lo ammetto, indossare i panni dello sfattone rintronato di spinelli, ma il travestimento e i mesi passati con loro sotto falsa identità hanno dato ottimi risultati. È grazie a giorni trascorsi immerso nella loro biancheria sporca, tra cani e gatti randagi che grufolano sui tavoli, fianco a fianco con degenerati malati di
pedofilia anticlericale che ho smascherato questi sedicenti paladini della risata sguaiata.
Altro che indipendenza e libero pensiero. Dietro a L’ombroso si celano interessi milionari. Per esempio quelli di trasformare la rivista in un rotocalco di pettegolezzi da spiaggia per parrucchiere. Le prove? Presto fatto. Ho trafugato alcune copertine dei nuovi numeri e con l’aiuto di alcuni amici dei servizi segreti riesco a pubblicarle oggi addirittura sul loro blog. Perché si sappia di quale pasta in realtà son fatti sti mentecatti. E adesso vediamo se ridete voi, cari amanti omosessuali del Lombroso, dai bordi delle vostre piscine sulle colline veronesi nelle ville dei papi elettori di Prodi.
Complimenti.
Cani al pascolo
Agenzia Ansia GIugno 2010
15/06 (ANSIA) – Verona. Inaugurati in fondo a Via del Pontiere i Giardini San Josemaria Escrivà de Balaguer. Con un nome così, e così lungo, continueremo a chiamarli: ”Quei de drìo a l’onto”.
07/06 (ANSIA) – Verona. Tosi beccato a 190 km/h in autostrada con l’auto di servizio. Per consolarsi dopo aver ceduto a Zaia la presidenza della Regione Veneto, voleva almeno battergli il record di velocità sulla A4.
L’ombroso dodici: un numero che è un rebus
Nel deserto padano non c’è più un cazzo da fare.
Non ti resta che stare a casa col ventilatore acceso e darti all’enigmistica. Per questo, gentile lettrice e cortese lettore, abbiamo creato per te…
L’ombroso dodici: un numero che è un rebus!
Oltre allo speciale enimmistica per ovviare alla noia dell’estate cittadina e attendere che il cavazzino abbocchi all’amo, in questo numero puoi trovare:
– Le loro idee non moriranno mai, purtroppo…
– Love paradise
– Assembla il tuo truzzo italiano
– Remondina Jones e gli scaligeri della B perduta e ritrovata
e molto altro ancora…
Mister Loma Loma
Agenzia Ansia Maggio 2010
06/05 (ANSIA) – Verona. Finalmente in Piazza Bra la festa della birra, quella festa che l’assessore Corsi temeva venisse spostata di nuovo in Z.A.I. La sovrintendenza non ci sta e si rammarica per il deturpamento della piazza. Ma la risposta di Corsi non si è fatta attendere: “Altro che deturpamento” ha commentato l’assessore, “Aspettate di vedere che belle fighe che balleranno sui tavoli e poi ditemi se questo non è abbellire la nostra città”.
Una vanga non si nega a nessuno
Dissodare e rassodare il dissenso
Noi Adoratori Illuminanti, Umili Ombrosi Lombrosiani Allertati.
Noi che nelle buie notti d’inverno posiamo la luce che illumina la statua di Cesare Lombroso.
Noi che pensiamo che i fiori siano già opere di bene.
Noi zappe umane, miseri seguaci di Emiliano Zapata, storditi dagli assoli di Frank Zappa.
Noi profughi di Vangadizza.
Noi espropriati dall’amministrazione di questa grigia città dei nostri orti e dei nostri fiori.
Noi che subiamo orti e siamo orti di fame.
Noi che non abbiamo il pollice verde, ma neppure il fazzoletto verde nel taschino della giacchetta.
Noi terroni neocafoni, nipotoni dello zappatore di Mario Merola.
Noi concime umano, disoccupati, dissociati e dissodati.
Noi giardinieri vanesi con le nostre compagne vanese.
Noi che le morose e i morosi non ci piantano ma ci trapiantano.
Noi che non odiamo ma dissodiamo e rassodiamo, anche le terre e-le-menti più coriacee.
Noi che vogliamo coltivare aiuole di sorrisi nella città dei musi lunghi (e delle berete fracà).
Noi che con questa azione orticulturale intendiamo sostenere lo spirito che muove la Guerrilla Gardening.
Noi che auspichiamo che il giardinaggio gioioso si diffonda e trovi emule ed emuli pronti ad innalzare la zappa rivoluzionaria.
Noi, che siamo feccia, rivendichiamo la posa della freccia di fiori che indica il nostro ultimo lume: Cesare Lombroso.
Brigata A.I.U.O.L.A.
° qui il video dissodabile



