Una vanga non si nega a nessuno

 

Noi amiamo the Journalist, la nostra premio Pulitzer, e lo diciamo sul serio, per il suo modo inglese di fare giornalismo. Ecco un bell’articolo sul TimesdelVeneto che si snoda come le anse dell’Adige nella città e ne svela gli anfratti più nascosti; lì dove si nasconde la verità, che non è più rivoluzionaria ma più modestamente, e al passo coi tempi, non conforme. Non conforme la verità, not comply the journalism. Verona avrebbe bisogno di cento articoli così per descrivere i soprusi che i "fascisti del terzo millennio" sono costretti a subire. Che nessuno a questi gli para il culo. Né la Donazzan, che regolarmente va ospite nei loro baretti nonconformi, né la Gelmini, che prima contestano in piazza e poi invitano e si fanno devotamente ricevere
per una paccata sulla maschia spalluccia. Loro il potere lo contestano. Da dentro.
Soli, incompresi, vittime di questo regime comunista.
L’altro giorno fuori dall’università qualcuno ha fatto violenza con lo spray al Blocco Studentesco, vergando sul muro addirittura una celtica accanto al loro nome. Capite, una celtica?! Ma come si fa a pensare che dei fascisti possano aver imbrattato un muro con la celtica? Velate Minacce, sono solo Velate Minacce.
Passino i continui rimandi alla Repubblica di Salò, le decine di conferenze organizzate su Codreanu, Evola, Graziani, il fiorire sui muri di Verona di scritte infamanti contro la resistenza proprio il 25 aprile (forse però quelle da the Journalist vengono considerate parole di pace e amore)… ma una celtica!
Questa è violenza, davvero.
The Journalist non lo tollera. Per lei i fascisti del terzo millennio sono quelli che fanno i birichini utilizzando le accattivanti immagini di Bart Simpsons e Capitan Harlock nei loro sbarazzini volantini.
Alla presentazione della lista universitaria doveva esserci anche Francesco "Levati vai via" Polacchi, ricordate, quello alla testa dei cinghiatori di regazzini in Piazza Navona l’anno scorso?
Che inglese, pacata commozione nel riportare la poesia scaturita dalla penna di Francesco, impossibilitato a partecipare per certi futili impedimenti burocratici: "Alla loro violenza risponderemo con il sorriso, sia il nostro cammino la loro distruzione".
A noi non resta che dire, parafrasando il poliziotto che lo ha gentilmente accompagnato e difeso dalla pioggia di sedie dopo i sorrisi elargiti a suon di cinghiate e spranghe squadriste dal Blocco di camerati che comandava in piazza Navona, "Levati Francesco, vai via, vai via". Nemici del potere, non delle sue forze dell’ordine.
Ma sempre con gli spritz.
Non conformi, obviously.

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