Brancher Menta
15/06 (ANSIA) – Verona. Inaugurati in fondo a Via del Pontiere i Giardini San Josemaria Escrivà de Balaguer. Con un nome così, e così lungo, continueremo a chiamarli: ”Quei de drìo a l’onto”.
07/06 (ANSIA) – Verona. Tosi beccato a 190 km/h in autostrada con l’auto di servizio. Per consolarsi dopo aver ceduto a Zaia la presidenza della Regione Veneto, voleva almeno battergli il record di velocità sulla A4.
Nel deserto padano non c’è più un cazzo da fare.
Non ti resta che stare a casa col ventilatore acceso e darti all’enigmistica. Per questo, gentile lettrice e cortese lettore, abbiamo creato per te…
L’ombroso dodici: un numero che è un rebus!
Oltre allo speciale enimmistica per ovviare alla noia dell’estate cittadina e attendere che il cavazzino abbocchi all’amo, in questo numero puoi trovare:
– Le loro idee non moriranno mai, purtroppo…
– Love paradise
– Assembla il tuo truzzo italiano
– Remondina Jones e gli scaligeri della B perduta e ritrovata
e molto altro ancora…
06/05 (ANSIA) – Verona. Finalmente in Piazza Bra la festa della birra, quella festa che l’assessore Corsi temeva venisse spostata di nuovo in Z.A.I. La sovrintendenza non ci sta e si rammarica per il deturpamento della piazza. Ma la risposta di Corsi non si è fatta attendere: “Altro che deturpamento” ha commentato l’assessore, “Aspettate di vedere che belle fighe che balleranno sui tavoli e poi ditemi se questo non è abbellire la nostra città”.
Noi Adoratori Illuminanti, Umili Ombrosi Lombrosiani Allertati.
Noi che nelle buie notti d’inverno posiamo la luce che illumina la statua di Cesare Lombroso.
Noi che pensiamo che i fiori siano già opere di bene.
Noi zappe umane, miseri seguaci di Emiliano Zapata, storditi dagli assoli di Frank Zappa.
Noi profughi di Vangadizza.
Noi espropriati dall’amministrazione di questa grigia città dei nostri orti e dei nostri fiori.
Noi che subiamo orti e siamo orti di fame.
Noi che non abbiamo il pollice verde, ma neppure il fazzoletto verde nel taschino della giacchetta.
Noi terroni neocafoni, nipotoni dello zappatore di Mario Merola.
Noi concime umano, disoccupati, dissociati e dissodati.
Noi giardinieri vanesi con le nostre compagne vanese.
Noi che le morose e i morosi non ci piantano ma ci trapiantano.
Noi che non odiamo ma dissodiamo e rassodiamo, anche le terre e-le-menti più coriacee.
Noi che vogliamo coltivare aiuole di sorrisi nella città dei musi lunghi (e delle berete fracà).
Noi che con questa azione orticulturale intendiamo sostenere lo spirito che muove la Guerrilla Gardening.
Noi che auspichiamo che il giardinaggio gioioso si diffonda e trovi emule ed emuli pronti ad innalzare la zappa rivoluzionaria.
Noi, che siamo feccia, rivendichiamo la posa della freccia di fiori che indica il nostro ultimo lume: Cesare Lombroso.
Brigata A.I.U.O.L.A.
° qui il video dissodabile