Nel paese di Bengodi, dove i villici la fanno franca

Un punk ebreo dopo aver fatto scritte sgrammaticate al cimitero monumentale diventa gay e decide di andare a vivere a Rosegaferro, dove si ritrovano energumeni di siffatta specie.

Per arrivarci deve passare per forza da Villafranca, ma il comune, uno dei tanti con consigliere comunale virilmente virile di sfiamma tricolore, vieta il passaggio ai punk froci con posti di blocco dell’esercito, mandato dalla ministra Carmen La Russa ancora incazzata perchè negli anni ’70 bruciarono ignoti la 500 di suo padre che ella aveva in uso.

Già al tempo, precursore dei tempi, diede la colpa al circolo pink.

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Venditori di fumo (di scarico)

dal nostro infiltrato Max Brododidado


Come oscuro emissario de L’ombroso, con baffi e naso finto, l’altro giorno sono stato ad un incontro chiarificatorio con i cittadini sui fori prossimi venturi che l’amministrazione vorrebbe elargire ai suoi elettori (e non).
Presenti da una parte:  l’esimio e ossequioso ingegnere, il supino e lampadato presidente della seconda circoscrizione, lo sceriffo con la pallina in bocca e il Gran visir del buco.
Presenti dall’altra parte: una platea piuttosto vivace, costituita soprattutto da seriamente preoccupati abitanti e attivisti dei comitati contro il traforo. Continue reading

Praticanti raggirati

(indagine investigativa n. 0 presso il Tribunale Civile e Penale di Verona)

di Mikage

Giovani dal radioso futuro intrecciato da reticolato famil-conoscenziale, benpensanti dalla freddezza sopraffina in giacchetta grigia e aria saccente comprovata da mesi di ardua pratica legale densamente retribuita da euro zero mensili compresi di contributi ai fini pensionistici, si aggirano con valigette in pelle umana regalo di laurea della cugina di quinto grado, sguardo ritto, testa alta, petto in fuori, pancia in dentro.

Il giornalista – II parte

 di Ugo Sau
(segue dalla prima parte)

Le segretarie del piano terra, al suo ingresso, si sdilinquivano davanti a lui, come ogni giorno, ed egli come tutti i giorni le salutò, chiamando ognuna per nome, e alle loro risatine isteriche chiese: «c’è posta per me?», e al ritmo dei loro ditini sulle tastiere, lievi frulli di mosconi, si diresse all’ascensore.
Salito nel suo ufficio scorse l’agenda, s’incazzò perché probabilmente neppure quel giorno sarebbe riuscito a lavorare in santa pace, poi mentre le agenzie mitragliavano a ritmo serrato milioni di notizie da tutto il mondo, passò qualche ora a studiare il vento.

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Il giornalista – I parte

di Ugo Sau

Gregorio Pecori, alle ore undici di un giorno freddo e piovoso di novembre, era sul taxi che lo portava al lavoro. Aveva appena avuto il pacco dei giornali, che ogni giorno gli era recapitato a casa, e li stava strapazzando distrattamente.

Il taxi fendeva a bussi e strappi il traffico cittadino, e lui cambiava giornale, tra commenti sarcastici e improperi vari… Continue reading

Preferivo il cinema Ciak

di Lemon Roidy
 

La domenica la passo di solito a guardare i filmati delle telecamere degli autobus di linea con il capo dei vigili. In diretta. E non è niente male. Vecchie che cadono, mani morte, autisti che tirano dritti alle fermate e poi sghignazzano allegramente nel loro loculo. Quasi meglio della Tv di padre Pio che fa vedere via satellite la diretta sulla tomba un 24h su 24h. Continue reading

Paga e taser, mona!

Energia Pura

Finalmente il
piccolo Mariotti è cresciuto, da piccolo assessore di provincia che
giocava a festeggiare solstizi ed equinozi fischiettando allegri motivetti al teatro estravagario, ora è finalmente il capo degli autobus.
Lo vediamo già festeggiare con gli amici all’aperitivo dicendo:
«oh, butei! I m’ha promoso».  Eh sì, i t’ha promoso.

Da piccolo Pavolini di provincia, a grande Littorino.
Dài Littorino, andiamo insieme sul trenino.

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Benvenuto Gianfry!

Eccolo, signore e signori, eccolo!

E’ passato e in un lampo se ne è andato!

La faccia presentabile dell’intolleranza, il delfino di Almirante riconvertito e fresco di naftalina.

Tutto in lui evoca moderazione e pacatezza. E infatti per anni ha cercato di accreditarsi come rappresentante del ceto qualunquista, scrollandosi di dosso vecchie storie sul suo conto e sul suo partito.
 
Scurdammoce o’ passato. Uè Uè.

Ius Primae Noctis

Porte chiuse, non ho più speranze,
per me c’è la notte più nera…

Code a Porta Nuova per pagare il viatico.
A Porta Vescovo fermato un pericoloso malvivente in tonaca sprovvisto di 730; delirava urlando: «Questa porta è mia».


dal nostro corrispondente Lemon Roidy

È ormai dato accertato che tutte le città in Veneto hanno di nuovo a cuore le loro mura. Molti sindaci si sono resi conto di avere la soluzione al problema sotto i loro occhi da tempo e si sono dati degli imbecilli per non essersene accorti prima. Se l’invasione è ritornata, useremo gli stessi metodi dei nostri progenitori, gli antichi veneti che si muravano in casa. Vivi. Continue reading

Deo e Scheo

di Bruno Vespasiano

Se qualcuno adombrasse sospetti di faziosità destroide da parte dei rappresentanti del Comune, questa volta si ricreda subito.
Tra la celerità ad esprimere unanime solidarietà nei confronti del proprietario tricolore, il cui negozio meta dei nazi-chic è stato per la seconda volta dinamitardato, e l’amnesia riguardante il maschio pestaggio di matrice fascista avvenuto ai danni del figlio di un rappresentante della sinistra (i giornalisti RAI aggettiverebbero con "estrema") dello stesso consiglio solo pochi giorni prima, vi è un’abissale differenza.
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