Preferivo il cinema Ciak

di Lemon Roidy
 

La domenica la passo di solito a guardare i filmati delle telecamere degli autobus di linea con il capo dei vigili. In diretta. E non è niente male. Vecchie che cadono, mani morte, autisti che tirano dritti alle fermate e poi sghignazzano allegramente nel loro loculo. Quasi meglio della Tv di padre Pio che fa vedere via satellite la diretta sulla tomba un 24h su 24h. Ma oggi il capo dei vigili aveva altro da fare, e anche se non avevo voglia della messa in latino a Santa Toscana con l’oriundo brasiliano Wilmar che sbraita e canta la sua hit "Que saudade, Dominus", la Forza della Tradizione mi ha attirato nella nuova piazza Santa Toscana. E mi sono "ripreso i miei spazi", come invitava ieri all’inaugurazione della piazza Gelmetti, il riciclatissimo ex fascio universitario presidente della circoscrizione. Anche perché io a comprare e leggere il giornale in questa piazza ci venivo quando lui ancora ci parcheggiava soltanto la macchina per andare al Campus.
Ma questo è un discorso per universitari o presunti tali.
Io, da normale frequentatore dei baretti della zona non laureato, ci vado solo a leggere l’arena e non a far polemica.
Tornando a noi, per colpa dell’urbano traditore le mie Visioni domenicali si prospettano grame, no telecamere, no padre Pio, no oriundi che cantano. Ma ecco che la Grande Informatrice da sotto l’Ala tira fuori ciò che salverà le mie Visioni: il doppio megaschermo, il Duopolio, lo spirituale e il temporale che si incontrano nel Catodico. Siamo tutti dei cristalli liquidi.
E liquida come un cristallo si manifesta davanti all’edicola l’Audi blu del sindaco con il fidato uomo di scorta che da bravo nocchiero dirige la prua in direzione dell’amata casa del vescovo al di là dell’Adige.
Il mio cervello anche lui liquido, ancora prima del custoza e polpetta agli "Osei", riesce a sillabare uno slogan di sessantottina memoria: Servire il popolo!, anzi scusate: Seguire il sindaco! E via inforco il ciao che scoppiettante si avvia lungo XX settembre dietro l’auto blu. Dietro di me la Lancia di don Tortella, il capetto locale di Comunione e Liberazione, regalatagli da una vecchia zia (questo raccontava al Fracastoro) o da Manfredo "Mummia Integrale" Anzini… chi sa.
E via verso il primo megaschermo, con il sindaco, don Tortella e Razzinga.
E lì, tra le antiche navate dove Comunione e Liberazione è di casa, mi capita di sentire un dialogo tra un cattolico e un laico.
Francesco Rossignoli, padre di famiglia e responsabile diocesano di CL: «È paradossale che un papa, strenuo difensore della ragione, sia stato rifiutato da un preconcetto ideologico di una minoranza di studenti. Nel suo discorso alla Sapienza avrebbe parlato del rapporto tra l’uomo e la ragione, attraverso la quale si può arrivare alla verità che è nel cuore dell’uomo».
Gianni Vattimo, filosofo di passaggio: «Mettiamo le cose in chiaro: è il papa che non ha voluto andare, perché davvero si sente il vicario di Dio. Cosa vera dal punto di vista del dogma cattolico ma non per uno stato laico. Del resto non c’è stata un’opposizione alla religione ma alla politica religiosa del Vaticano. La presenza del papa non significa affatto la presenza di Gesù, perché Gesù con questa chiesa, con questo papa, con la loro politica, non ha nulla a che vedere».
Segue voltairiana scazzottata tra i due per difendere le ragioni dell’altro.
Sullo sfondo il faccione del vicario di Dio in terra. Che fuori campo si sfrega le mani.


 
Non essendoci don Zenti, mancano gli spritz e comincio ad annoiarmi.
La sua sagacia la trovo però su un angolo della prima pagina della Grande Informatrice che prima non avevo notato.
Quanto è bello leggere le parole del tuo vescovo ogni domenica mattina.
Questo giro si parla di illegalità che non è mai un diritto, ti avverte il presule. Occhio che «non appena uno stato dà segnali di fragilità e di cedimento, allora l’illegalità diventa una sagra».
Tipo quella del Broccolo.
La noia dell’angelus mi prende alla gola nonostante Zenti e Tortella e quindi decido di muovermi verso il secondo megaschermo. Quello di Piazza Brà.
Forza Hellas.
Anticipo il sindaco e Sboarina di qualche minuto e mi siedo tranquillo a mangiare un kebab sui gradini di palazzo Bentegodi-Barbieri, tra un vigile e un pelato di fiamma tricolore. Il vigile mi passa il ketchup, il nazista ruttando mi dà un po’ di germanica senape (Dijon, vicino a Berlino).
La senape mi brucia il palato, non il pelato.
La curva sud, amorevole, comincia a gridare "Vita, Vita, Vita", chiedendo ai venditori di bibite una bottiglia di Vita Cola, per rinfrescare la mia dolorante ugola. Che dolci. La comunistissima e germanica Cola.
Ci sentiamo e siamo tutti butei del helas. Il sind
aco è uno di noi e ci fa mangiare sulle scalinate di casa sua, bere birra sulle scalinate di casa sua, scoreggiare sulle scalinate di casa sua. Tanto poi pulisce sua moglie che è vicentina (uargh, uargh, uargh).
Purtroppo anche il Fede Sboarina è uno di noi.
Uno di noi.
UUnoo di nooiiii.
Sarà per colpa sua che ce l’hanno tanto con noi?
Oppure come dice la mia amica Silvia qua vicino: «Ormai ce l’hanno con noi, abbiamo il marchio di razzisti e non passerà mai». «Ma è assurdo», prosegue l’amica Lisa, «noi urliamo "a morte" a tutti quelli che fanno finta di farsi m
ale, è un modo di dire, una goliardia sull’antico modo dei romani ai tempi dei gladiatori, lo abbiamo fatto anche con Morante, che è un nostro giocatore e non è di colore, durante la partita con il Cittadella».
Pensa che quei pigliainculo anarchici di spagnoli hanno fatto una mostra a Barcellona
contro le goliardate che facciamo di solito allo stadio mostrando il manichino di Ferrier impiccato. È un modo di dire. Una goliardia sull’antico modo dei romani ai tempi dei gladiatori, abbiamo impiccato anche Morante che non è di colore. E bella lì.
Mi si è fuso il cervello con troppa Tv in megaschermo.
Forse era meglio se me ne stavo a Santa Toscana e come ogni domenica andavo al cinema Ciak.
Ma mi sa che hanno chiuso anche quello. E non era neanche di colore.

3 thoughts on “Preferivo il cinema Ciak

  1. bravi.
    era ora che si cominciasse a fare un pò di informazione a vr.
    è ora che si cominci ad alzare la voce…

  2. Sono commosso..

    Questa città merita di meglio, state facendo un lavoro fantastico.

    Grazie!

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