I premi in generale mi mettono malinconia. Alcuni, in particolare, m’inducono a una desolante consapevolezza della vanità e insensatezza dell’umana universale vicenda e da un annichilente senso di solitudine.
Uno di questi è il premio del ristorante dodici Apostoli.
Il ristorante dodici Apostoli si definisce un antipremio perché non mette in palio soldi. In realtà è un premio come molti altri e vuole fare spettacolo distribuendo riconoscimenti a cappella, che è un vecchio trucco per farsi pubblicità senza scucire il fondo della giacca.
I dodici apostoli da trentacinque anni distribuiscono in Verona ben due premi a casaccio ogni anno: stilano un eterogeneo elenco di giornalisti o generici intellettuali e i primi due che si danno disponibili a cenare a macca al Dodici apostoli li premiano in pompa magna.
Ma evidentemente non bastandogli, da tre anni a questa parte il celebre ristorante è prodigo anche di un terzo riconoscimento e di questo terzo premio si dura veramente fatica a capirne il senso. Premiano un letterato. Ma non un letterato che possa scroccare la cena, nossignori, un letterato defunto, però non uno sfigato qualsiasi, un letterato coi controfiocchi. Lo si invita alla cena senza chiedere il suo permesso e gli si appatacca sul petto una inguardabile fusione in bronzo del cuoco Gioco.
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L’ombroso venti: vizio, supplizio e raccaprizio
A noi ci piace soffrire. D’inverno la nebbia, d’estate le zanzare. In mezzo la Lega. Questo numero allora lo dedichiamo a chi trae sottile piacere nel farsi del male e vive felice lo stesso. Ebetismo e masochismo sono i tratti salienti che distinguono gli innumerevoli slaves della città inconsapevoli di esserlo. Non nascondetevi, siamo qui per darvi una mano, o se preferite una frustata: uscite allo scoperto, fate il vostro coming out e dichiarate finalmente: «a Veronda reprimenda e cumenda, indi godo sodo oltremodo».
Nessun compatimento, solo patimento.
in questo numero:
– Siamo masochisti intrinseci, eccone la prova
– Latet latex in Veronda
– Lettere al tuo carnefice, di Crucifix
– Di traverso nell’abisso, di Lord Scoppiafica
– parole di conforto da Una suora coi baffi
– le recensioni di libri, musica e film per una fresca estate bdsm
il tutto, con quel tocco di finesse che ci contraddistingue, appesantito da scurrili illustrazioni pecorecce.
Gott mit Tosi
Maccarone, tu mi provochi
L’ombroso diciannove: un numero eletto
Parafrasando l’antico adagio – veronesi tutti pupazzi – caliamo la nostra furia sulla città e dedichiamo un numero al candidato con più pelo in assoluto sullo stomaco, oscena marionetta nelle nostre mani.
Tanto, impresentabile in più impresentabile in meno, avete dato finora credito a ben altri scherzi di natura, che vi costa.
Prezzolati? Di più, prezzemolati.
– Prezzemolo: io sono come voi, io sono voi, de Il Miserabile Jean
– A mille ce n’è, di Lord Scoppiafica
– L’indicazione di voto de L’ombroso, di Quel Brutale Finalmente
– Io che sono stato P., di Minali
– Otto domande a quattro candidati sindachi, di Alì Tosi
– Non aprite quel cancello, di Silvio Fato
– l’immancabile letterina di Kevin Bonetto a Donna Ricina
il tutto, come da programma elettorale, infiocchettato da illustri illustrazioni.
Di lotteria e di governo
PieTosi
L’ombroso diciotto: un numero possedutuouaaAAARGH!
Stanchi delle coorti sataniche a passeggio sul Liston?
La domenica non si riesce nemmeno più a fare una vasca in pace che subito ti importunano legioni di satanassi.
Veronda è malata di satanismo, e la chiesa vi ha da tempo messo in guardia.
Ma stare con gli occhi genuflessi e il crocifisso carico nella fondina non basta a combattere l’epidemia di ossessi.
Per questo, ci siamo qua noi.
«Inimìce fidei, hostis gèneris umani, mortis adductor… eccetera eccetera».
Immonda bestia, beccati il bestiale numero diciotto
in questo numero:
– Tanti, cattivi e indemoniati, di Quel Brutale Finalmente
– Santo spread, di Lord Scoppiafica
– I soliti noti all’autogrill, de Il Miserabile Jean
– Ci scrive uno che ne sa, e cioè Vostro Padre Giuseppe
– Habemus Satan, di Max Brododidado
– Qualche dritta contro el diablo, di Una suora coi baffi
il tutto inghirlandato da poesie, disegnuoli e schizzi di vomito.
L’ombroso diciassette: un numero immaturo
Sveglia, avanzi di matusa, che vi abbiamo sfornato un numero precotto da leccarsi i brufoli. Giovane giovane. Dedicato alle sbarbe e ai raga che salveranno noi e questo popolo vegliardo.
Allacciate le cinture del Dr. Gibaud e sorbitevi l’esuberante L’ombroso a quota diciassette.
– Youth Degeneration, di Max Brododidado
– Appunti per uno studio endofisiognomico sui giovani, di Il Miserabile Jean
– Festival veneto, forti emozioni, di Quel Brutale Finalmente
– La mia giornata pazza con Tettamanzi, di Minali
– Merito la cerega, di Lord Scoppiafica
– una commovente lettera di Kevin Bonetto
il tutto e molto di più coronato da simpatiche grafichette.
Battute di cacc(i)a
Aquileia (UD), 16 ottobre. Il sindaco di Verona va a caccia e ferisce un compagno di battuta.
Pronto il commento di Tosi:«È stato un errore, l’avevo scambiato per un negro».
Aquileia (UD), 16 ottobre. Il sindaco di Verona va a caccia e ferisce un compagno di battuta.
Pronto il commento di Tosi: «Non è colpa mia se non aveva il senso dell’umorismo».
Aquileia (UD), 16 ottobre. Il sindaco di Verona va a caccia e ferisce un compagno di battuta.
Pronto il commento di Tosi: «Scusate, abitualmente uso il mitra».
Aquileia (UD), 16 ottobre. Il sindaco di Verona va a caccia e ferisce un compagno di battuta.
«A ghò sparà solo parchè l’era un compagno».
Aquileia (UD), 16 ottobre. Il sindaco di Verona va a caccia e ferisce un compagno di battuta.
Pronto il commento di Tosi: «Non condividevo le sue idee, però ho pronti 10 euro anche per lui».
Aquileia (UD), 16 ottobre. Il sindaco di Verona va a caccia e ferisce un compagno di battuta.
Pronto il commento di Tosi: «Pensavo che in Veneto fosse ammesso. Come? Aquileia non è in Veneto? Capisco, scusate».
Aquileia (UD), 16 ottobre. Il sindaco di Verona va a caccia e ferisce un compagno di battuta. Riportiamo la conversazione appena prima dell’incidente.
Sindaco: «So ‘na bela barseleta sui teroni!».
Compagno di battuta: «Dài, spara!».










