Anche Di Dio è un caso isolato tra gli assessori?

Vulgata vorrebbe che un assessore o ex che sia dovrebbe mantenere un certo controllo. Altrimenti, chiunque potrebbe ricoprire alti incarichi istituzionali. Allora anche semianalfabeti prima solo frequentatori di bar potrebbero decidere sulla testa di tutti di autostrade, inceneritori e trafori. O addirittura immaginiamoci, per assurdo eh, un neonazista a capo di liste che appoggiano il sindaco e che poi viene lautamente ripagato con comoda carega in un ruolo dirigenziale. Figuriamoci…
Ci troviamo però costretti a segnalare all’attenzione di eventuali spiriti critici di passaggio dalla nostra città il lucido intervento su Faccia da Libro del camerata Di Dio. Prima d’ora di lui sapevamo solo che il sovrappeso non era direttamente proporzionale all’intelligenza.
È evidente dalla schiuma alla bocca che traspare dalle poche righe dell’integerrimo uomo politico padanonazionalista la volontà e il desiderio di tornare ai bei tempi in cui i bravi ragazzi coi capelli corti spaccavano la testa ai capelloni come Ramelli e viceversa.
Apprezziamo la sua sincerità. Prendiamo atto del suo invito alla cittadinanza a farsi giustizia da sé, tanto non potranno che rimanere casi isolati, come la vulgata scaligera appunto vuole.
Esortiamo tuttavia chiunque becchi Vittorio Di Dio per strada di limitarsi a fargli una pernacchia, ma proprio solo se ha del fiato che gli avanza.

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