Ma quale memoria?

Mentre sfrigola ancora la notizia di un clero omertoso nei confronti delle ventennali voglie di giovani carni da parte di alcuni suoi dipendenti scaligeri, mentre prosegue sui giornalini di parrocchia veronesi la beatificazione degli agnelli di Casapound che «hanno l’entusiasmo dell’età e il valore delle idee in cui credono» da parte di orianefallaci locali, mentre ancora ci si interroga sull’ondata inconsulta e irrazionale di violenza riversatasi sulla città che non ci si capacita proprio da dove provenga  né chi la fomenti, eccoci giunti alle celebrazioni per la Giornata della Memoria, ricorrenza della liberazione dal campo di sterminio di Auschwitz del 27 gennaio 1945.
Una cosa che al veronese medio interessa meno di una gnocca vestita e senza tette al motorshow seduta su un vecchio ciao piaggio ma che bisogna per forza fare sennò sai le polemiche.
Allora, in pompa magna e in Gran Guardia, il Comune e il suo sindaco si apprestano a celebrare  gli ex deportati sopravvissuti ai campi di sterminio. Poi si va al cimitero Ebraico dove si terrà una cerimonia "commemorativa con deposizione di una corona al Monumento agli Ebrei deportati da Verona".
Tutto questo martedì 27 gennaio.
E sabato 31 gennaio, cosa succede?
Si celebrano altre memorie, ad esempio quelle che negano lo stesso sterminio che si commemorava qualche giorno prima, sempre alla presenza di esponenti assai rappresentativi del Comune. Sarà infatti  il consigliere comunale nonché eletto nella lista civica pro Tosi Slandron Migliornazi a moderare l’assemblea della Fiamma Tricolore, iniziativa durante la quale, come riportato orgogliosamente sulla locandina,  sarà anche possibile acquistare i volumi delle edizioni di AR che curano lo stand librario.
E cosa pubblicano le edizioni di AR di Franco Giorgio Freda, il neonazista a capo della cellula veneta di Ordine Nuovo implicata nelle stragi (e condannato per 17 attentati dinamitardi compiuti tra il 15 aprile e il 9 agosto 1969), leader di quel Fronte Nazionale a cui venne contestata nel 1995 proprio a Verona (ma che strano!) la ricostituzione del partito fascista e incitamento all’odio e alla discriminazione razziale?
Tra i tanti volumi dedicati all’orgoglio nazista (vita, morte e miracoli di Rudolph Hess, Julius Evola, Leon Degrelle, Corneliu Codreanu, Adolf Hitler…) e al valore della stirpe e della razza contro l’egualitarismo, alcuni titoli spiccano per il desiderio di ricordare proprio la questione ebraica e lo sterminio dei "giudei".
Aspetti della questione giudaica
"una eccellente ricognizione storico-filosofica sull’imperialismo culturale del popolo giudaico, su quel suo ostinato esclusivismo razzistico che, dal volontario radicamento e dall’ossessiva autoreclusione nei ghetti europei, ha condotto una minuscola stirpe medio-orientale al potere mondiale"
Giudaismo Svelato
"dove si svelano le carte del complotto pluto-giudaico-massonico e cioè: "Perché gli ebrei siano superiori a tutti i popoli del mondo; Perché i non-ebrei siano da considerare BESTIE; Perché sia lecito uccidere un non-ebreo"
I testi de La difesa della Razza
"Il primo censimento completo delle pubblicazioni di Julius Evola su giornali e riviste"
Sintesi di dottrina della razza
"Partendo dal principio della tripartizione dell’essere umano in corpo, anima, spirito, vengono considerate per analogia le connessioni, le corrispondenze e le consonanze tra i diversi stadi-gradi della razza"
Tre aspetti del problema ebraico
"Quella che qui viene particolarmente messa in luce è l’anima complessa dell’ebraismo, sconfessato, nel suo radicamento tradizionale, dall’influenza disgregatrice del giudaismo. Gli Ebrei – spiega Evola – sono le prime vittime della ‘sovversione’ moderna"
Indirizzi per una educazione razziale
"Apparso nel 1941, questo volume segnò l’ingresso delle formulazioni evoliane nel mondo della scuola. È infatti agli educatori che l’autore si rivolge nella prefazione del libro, invitandoli a tenere presente la necessità di approfondire le questioni relative alla razza e ai dissidi tra etnie differenti"
Razza e usura
"Una disincantata analisi del concetto di ‘uguaglianza’, delle utopie dell’accoglienza, della struttura e delle implicazioni della ‘teoria dei bisogni’ che sta alla base delle suggestioni economicistiche odierne"
La soluzione finale
"In questo testo, l’autore documenta come la pretesa “soluzione finale” nazionalsocialista della questione ebraica consistesse non in un progetto di sterminio, ma nell’emigrazione coatta delle genti giudaiche dalla Germania"
"Sonderbehandlung" ad Auschwitz
"La ‘Sonderbehandlung’, ‘trattamento speciale’, ad Auschwitz è uno dei temi più scottanti della storia di questo campo e, paradossalmente, uno dei meno studiati. Nelle pagine del suo saggio, sulla base di una ricca documentazione in massima parte inedita, Mattogno spiega il reale significato della qualifica ‘sonder-‘, escludendo che sottintendesse intenzioni omicide"
Auschwitz: la prima gasazione
"La prima gasazione nello scantinato del Block 11 di Auschwitz costituirebbe, secondo i seguaci della storiografia sterminazionista, l’atto di nascita delle camere a gas omicide – ossia il punto di partenza del presunto processo di sterminio in massa. Propostosi di verificare, attraverso una rigorosa analisi critica delle fonti, la realtà della prima gasazione omicida nel campo di Auschwitz, lo storico Carlo Mattogno perviene in quest’opera a una conclusione inequivocabile: la ‘storia’ della prima gasazione omicida ad Auschwitz risulta priva di qualsiasi fondamento storico"
Auschwitz: fine di una leggenda
"Un recente libro di Jean-Claude Pressac su Auschwitz è stato accolto come la confutazione definitiva delle tesi revisioniste proprio sul piano tecnico. Ma nel presente studio lo storico revisionista Carlo Mattogno dimostra con rigore scientifico l’incompetenza tecnica di Pressac, sia a proposito dei forni crematori che delle ‘camere a gas’, e la vacuità della sua ricostruzione storica, caratterizzata essenzialmente dallo stravolgimento sistematico delle fonti"
Intervista sull’Olocausto
"Se la storiografia ufficiale giungesse alla conclusione indubitabilmente certa della infondatezza storica dell’Olocausto, bisognerebbe proclamare questa verità, o tacerla per timore di dare giustificazione ai ‘rigurgiti neonazisti’?"
Olocausto: dilettanti allo sbaraglio
"Mattogno stigmatizza la malafede della storiografia autorizzata – o ‘di corte’ – con competenza e dovizia di prove, dimostrando come alcuni assunti sulla Seconda Guerra Mondiale dati per certi non siano più che ‘leggende metropolitane’".

Allora, ci mettiamo d’accordo su quale memoria? Il sindaco saluta commosso gli ex deportati e il suo subalterno gli dà subito dopo dei contaballe?
Senza vergogna.

7 thoughts on “Ma quale memoria?

  1. Nuovo esempio di realtà che supera la fantasia.
    Dall’Arena di oggi: un uomo si è incatenato davanti all’ufficio del sindaco di Arcole per contestare la completa mancanza di iniziative da parte del comune per la giornata della memoria.
    Il sindaco sorpreso da queste sterili polemiche risponde orgoglioso:”il comune ha fatto la sua parte: è stata issata la bandiera italiana a mezz’asta”.

    Roba da far un baffo alla vostra agenzia Ansia altro chè.

  2. Male che vada, useremo i libri per accendere la stufa.
    O per pulirci il culo.

    Buona giornata

  3. Arrivano i libri non preoccupatevi, e’ un problema di soldi, sapete com’e’ non abbiamo mangiato e non lo facciamo tuttora, a differenza vostra.

    Quando arrivano vi avvertiamo cosi’ se volete ripassate. Vi Ridiremo Buon giorno e buona sera perche non siamo carogne come voi.
    Saluti.

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