Né destra né sinistra: nazismo

Affollano il Valhalla della stampa inutile locale, appena sopra il volantone delle offerte del Galassia, ma poco sotto la gita al santuario di Santa Pontida a 19,90 euro.
Escono belli stampati a colori da due lustri.
Ogni tre per due si dicono anticonformisti.
Sono gli anticonformisti di Otto, rivista di "controinformazione giovanile" distribuita gratuitamente nei luoghi di ritrovo di questa nostra bella gioventù.
In realtà sono destronzi camuffi, la solita fuffa veronese, ma a loro piace tirarsela da strani e sentirsi tanto anti. Capirai che anticonformismo essere fascisti, razzisti e xenofobi a Verona. Continue reading

Settembre nero

Splendide giornate di razzismo culturale

 
5 settembre

"Sicureeeezza, sicureeeezza, primavera di bellleeezza", eccoli i militi sventare con mano ferma l’affronto al decoro da parte di una indecorosa famiglia rom che riteneva di non ledere il pubblico pudore sostando per il pranzo a Bussolengo.

I caramba dicono contaminazione di suolo sacro e ripristino dello status.

I rom urlacchiano di pugni, torture, minacce, denti rotti.

A chi vogliamo credere?

Ai tutori dell’ordine nei secoli servili o ad una famiglia di divaganti, di etnia – si sa infingarda?

Contro la D’infamazione

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Non è importante quante firme raggiungi…
Ma stai attento, la diffamazione mediatica è ovunque.

Ne abbiamo di tutti i tipi, per tutti i gusti!

Per la Mobilità e Verona! 

 

Per il Clima e Verona!

Per la Cultura e Verona!

Per la Libertà di stampa e Verona!

Per Verona e il Mondo! *speciale Urbi et Orbi*

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Forza Nuova gioca a palla rimbalzella

(La politica non c’entra, sono solo dei bambini un po’ esuberanti, venite a far merenda).

Forse aveva sognato anche
una carriera politica il giovane Federico Perini. Sfogliando infatti le
liste elettorali per le amministrative della primavera del 2007 si può
infatti incontrare il suo nome, all’11° e al 12° posto, tra i candidati
per le circoscrizioni. In particolare aveva deciso di correre nella
seconda circoscrizione (Borgo Trento) e nell’ottava (Montorio). In
quale partito? Forza Nuova, il movimento di estrema destra, che aveva
come candidato sindaco Roberto Bussinello (L’Arena, 08/05/08)

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Le affinità elettive

"Verona non è una città fascista né è neofascista la stragrande
maggioranza dei veronesi". Lo afferma il sindaco Flavio Tosi, commentando gli sviluppi dell’inchiesta sul pestaggio di Nicola
Tommasoli. "Cinque brutali teppisti neofascisti non hanno nulla a che
fare con le migliaia di bravi ragazzi che popolano ogni sera il centro
di Verona. Né possono far etichettare questa città come fascista" ha
detto Tosi. (da telenuovo.it, 04/05/08)


 

 

Anche a Verona s’inabissa la grande corazzata proletaria!

È una malattia temporanea la causa della sconfitta.
La dirigenza del partito non incolpa gli operai: poverini, erano temporaneamente malati, non diamogli la colpa.


Ultim’ora:

Il segretario Fiorenzo Fasoli alla guida del traghetto “Peschiera” si inabissa nel lago di Garda, mentre la banda suona “Bandiera Rossa”. L’hanno sentito gridare «Prete de Legnago, aspettami!».

Dal nostro inviato Lemon Roidi

Sembra che non sia riuscito a riprendersi dalla vergogna di essere stato vittima della "Sindrome Temporanea Disobbediente della Matita Disgiunta e Copiativa" e di non essere riuscito a controllare il suo braccio che si dirigeva, implacabile, verso Alberto da Giussano. Continue reading

Però, c’è un però

 

Dunque, andiamo con ordine.
Slandròn Migliornazi è un fascista. Lo diciamo perché siamo certi che lui non se la prenderà affatto. Anzi, ha avuto modo di ribadire recentemente che di quell’epiteto va fiero (quando nella fiction di fantapolitica “Tosiland” recitava nel ruolo di co-protagonista come futuro rappresentante del Comune all’Istituto per la storia della Resistenza, ops… pardòn Slandròn, della resistenza). Continue reading

Libertà vo cercando…

di Livio Fasto

Inizia così un sermone domenicale del nostro vescovo, HIC NOSTER di Verona, come ahimè, NOSTRO è il sindaco, NOSTRA è la tifoseria… non dimentichiamo, soprattutto voi signori dell’opposizione, non basta un simbolo diverso per avere la coscienza a posto: Homo sum, humani nihil a me alienum puto.
Si parla ordunque del Nostro prete maximo, il quale non è quello di Legnago, come recita quella famosa ballata tante volte sentita in queste desolate lande, degna del miglior Nicola Caverna.
Magari fosse quel simpatico vecchiotto dipsomane che nelle note della canzone ci fa sorridere e apparire meno distanti i prelati di ogni genere quando vengono scoperti nei difetti tipici della commedia umana.
Un pò alticcio il vescovo quando scrive lo sembra: farfuglia, cita, zig-zaga in azzardate e arzigogolate connessioni logiche, recita un pensiero, poi si lancia in sferzate contro la moralità perduta dei nostri tempi e lo si ritrova qualche paragrafo successivo a ripigliare un discorso che oramai non ricorda più nessuno.
Forse quando dice messa gli scappa nel calice qualche stilla di troppo del dolce nettare e il gomito alzato allora non è più solo la parte del suo corpo che erge assieme al calice verso Dio, ma proiezione della sua mente che vacilla sotto i colpi della dionisiaca bevanda.
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