All’inizio non te ne accorgi nemmeno, di scivolare.È un attimo.
Lentamente scivoli sulla buccia di banana della banalità.
E poco alla volta ti ritrovi protagonista di un reality show da quattro schei pieno di facce di merda, fascia pomeridiana, target tendente all’anziano, a quegli ultimi anziani pensionabili, da retequattro insomma.
Il reale, bah, in fin dei conti, che sarà mai.
L’irreale, beh, che c’è di male a coltivare qualche sogno?
Per sognare bisogna prima addormentarsi, questo è inconfutabile.
Il fatto è che non sei nemmeno più capace di produrre materiale onirico degno di questo nome. I tuoi sogni sono pillole deformanti di iperrealtà.
Sembri sotto l’effetto di un potente narcolettico.
Ora scivoli di un altro gradino, sulle scale che conducono allo scantinato della tua coscienza. Continua a leggere




