Verona in Vove

Che Verona fosse capitale dell’amore si sapeva da anni, nulla da dire o obbiettare se due adolescenti presi come per incantamento metabolico e sessuale a seguire son diventati simboli dell’amor dolciario, produzione dolciaria ad alto impatto ambientale che ha restaurato balconi e finestre, qui Romeo si intrampolava per sussurrare amor amore, lì Giulietta si affacciava per sospirare amor amore, che ha allargato hangar aeroportuali per i turisti che si vogliono giurare amor amore su colonne, balconi e tombe dove i due giovinetti non si amarono mai, al massimo un bacetto. Continua a leggere

L’ombroso dieci: un numero misterioso

Nell’ombra c’è chi non trema ma trama, al riparo dai quotidiani tramestii. Tra metafore oscure e trementine sepolte, spesso sta la verità! Per questo, mirabili amiche e amici dell’occulto, eccoci sdipanare il mistero che fitto fitto, denso denso, spesso spesso troviamo davanti agli occhi senza saperlo.  

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In questo numero:

– Nadalin subumano: T051
– Finalmente la verità sul patrono di Verona
– Il mistero dell’Arena di Avesa
– I presepi scartati dalla mostra in Arena
– Agli ominidi piaceva fare le pompe
– Sand-Rà, il re del cosmo
– Bentegodi in Europa?
– Il complotto plutogiudaicocartografico

e molto altro ancora, compresa la mappa dey mystery verondesy e il calendario coi santi a capocchia (qui in alta definizione, per appenderli sotto al  tuo albero sefirotico).

 

Foedus Catholicum. E la domenica vogliamo le lapidazioni in piazza.

L’imprescindibile tema del crocifisso continua a mantenere vivo il fervente dibattito culturale, soprattutto in una città timorata e timorosa. La lega degli uomini spaventati ha chiamato a raccolta i suoi fedeli e fatto subito indossare comode tuniche da crociati nell’eventualità si debba tutti partire in gita per Lepanto (a euro 29,90, set di pentole compreso).
A Verona è così tutto un fiorire di lodevoli inissiative. Pullulano le raccolte di firme promosse dai tutori della libertà vigilata, le prese di posizione pubbliche di politici contriti e genuflessi che fanno a gara a chi sgrana più rosari, le mozioni comunali e provinciali contro quella di Strasburgo, non solo a favore del crocifisso nelle aule scolastiche ma addirittura proponendo di dotarle di vere croci grandezza uomo (per veicolare meglio il messaggio di amore, anche ai miopi), gli articoli sul bollettino parrocchiale "L’Arena" che ci allertano sul pericolo che corrono financo lo stemma del Comune (gh’è na croce!) e il nome del rione della Croce bianca se continuassero a spirare i venti della decadenza relativista-laicista-europeista. In provincia si scatenano, non vogliono essere da meno e perdere il primato di basabanchi certificati d.o.p. Multe per chi non appende il crocifisso a scuola, moltiplicazioni miracolose di Gesù appesi in ogni dove, ipotizzato ripristino della crocifissione in sala mensa come monito. Continua a leggere

Il sonno della ragione

All’inizio non te ne accorgi nemmeno, di scivolare.
È un attimo.
Lentamente scivoli sulla buccia di banana della banalità.
E poco alla volta ti ritrovi protagonista di un reality show da quattro schei pieno di facce di merda, fascia pomeridiana, target tendente all’anziano, a quegli ultimi anziani pensionabili, da retequattro insomma.
Il reale, bah, in fin dei conti, che sarà mai.
L’irreale, beh, che c’è di male a coltivare qualche sogno?
Per sognare bisogna prima addormentarsi, questo è inconfutabile.
Il fatto è che non sei nemmeno più capace di produrre materiale onirico degno di questo nome. I tuoi sogni sono pillole deformanti di iperrealtà.
Sembri sotto l’effetto di un potente narcolettico.
Ora scivoli di un altro gradino, sulle scale che conducono allo scantinato della tua coscienza. Continua a leggere