L’ombroso cinquantasette: un numero che è già reliquia

Arieccoli i nostri matitari e scribacchini esporre le loro più o meno esilaranti meraviglie in un numero facile facile, che viene fuori d’impeto, come una bestemmia, per scherzare coi santi, visto che i fanti dimostrano d’avere tanto poco spirito in questo secolo corrotto.
Qui si fa mostra del grande spettacolo politeista del dio trino e uno ma anche settuplo e sette volte settuplo e anche di più, ce n’è per tutti i gusti, mille, diecimila, centomila santi, beati e venerabili tutti adorabilissimi, tutti con qualche discendenza o ascendenza veronese: 
nella Minor Hierusalem a ogni cantone un santone a cui inchinarsi, per ogni pietra una reliquia, per ogni uscio una madonna e visto che era già da un bel po’ che noi non si sapeva proprio a che santo votarci, ci siamo votati a tutti quanti e per non lasciare nulla di intentato ci siamo anche tastati i testicoli, così vediamo se cambia qualcosa…

In questo numero:
– Copertina a cura di Aseo, esponente di spicco della Controriforma
– L’editoriale è frutto di scrittura automatica in un’epifania de Il Miserabile Jean
– San Pietro Martire del pio Candy Okan
– Cinque santi mancati e presunti miracoli che ne avrebbero decretato la beatificazione di Quel Brutale Finalmente, piazzista di reliquie autoprodotte
– Holy Gray è una pratica guida scritta a più mani, tutte con le stimmate
– Angela da Foligno dell’inquisitora Ignava Passante
– Sante pietanze di Lord Scoppiafica vi accompagnerà durante la Quaresima
– Santi subito, santi VIP! è del chierichetto Alì Tosi
– Il volantino Lidol de Il Pertica per pregare con un occhio al portafogli

E moltissimi contributi apocrifi dei nostri adepti in odore di santità.

Oltre a un profluvio di illustrazioni colorate e scritte nero su bianco, il tutto gratis per voi, anonimi lettori di anonimi autori. E comunque se andate in chiesa a mettere l’euro nella cassetta del prete per accendere il cero, siete dei bravi fessi, ché se lo mettete nella cassetta de L’ombroso fate della buona carità senza combustione e vi risparmiate anche la fatica d’accendergli il cero al clero.

L’ombroso cinquantasei: un numero che si trascina

Come già fu ben compreso dalle menti più lungimiranti in tempi non sospetti, non è un caso se il declino della natalità occidentale coincide con il grottesco stiracchiamento dell’aspettativa di vita di quelle due o tre foltissime generazioni del secondo dopoguerra, il cui irresponsabile sperpero di risorse fu di gran lunga il maggiore dall’inizio della storia dell’umanità. Vissuti nel massimo comfort petrolifero e psicologico, costoro, ormai senili accaparratori di risorse e ricchezze, imbellettati, trasfigurati, pronti sempre a farsi scudo delle deboli generazioni future, nella malattia come nel conflitto, nel delirio del loro tramonto credono di diritto spettargli una spensierata vita senza fine, in un mondo in cui la loro esistenza è sacra mentre quella di tutti gli altri è sempre passibile di essere sacrificata al danno collaterale.
Ma com’è costumanza della beffarda materia essi si trovano ora nelle pietose condizioni di quel povero Titone cui la dea dell’aurora procurò eterna la vita ma non la giovinezza così che il continuo decadere dell’immortale organismo fu per lui fonte di infiniti dolori e sempre meno piaceri.

Dannata in questa condizione surreale, assistita con abnegazione da un sistema sanitario di scarsi mezzi ma di grande scuola, la redazione de L’ombroso, sul filo della demenza e nel baratro dell’impotenza, arieccola a straparlare di vecchiaia e malattie, senza bavaglio e senza cognizione di causa.

In questo numero:
– Copertina a cura di una Kata-sù da ricovero
– L’editoriale di un vecchio per i vecchi, a firma Alì Tosi
– Old Woman Farting dall’ilare Ignava Passante
– Veeeccì… salute! del sempre cortese Candy Okan
– C(o)up de Theatre servito col semolino da Minali
– L’olimpiade per vecchi finita in tristezza dell’altrettanto triste Quel Brutale Finalmente
– Un’opera artistica dell’ormai quasi anziano Barnauta
– In’side Out episodio 2: The Substance balbettato da Cordiali Slauti che salutava sempre
– Dizionario Medico del nostro immarcescibile ma poi non così tanto Il Miserabile Jean
– Un fumetto in carta e pecorito di un arzillo Father Carcass

E tanti, tanti pittogrammi dei nostri vetusti amichetti di catetere.

Dunque, che aspettate a mettere in modalità sportiva le vostre mascherine per l’ossigeno e correre a procurarvi un L’ombroso in tutti i ben noti punti di distribuzione dove potrete lasciare un pietoso obolo che vi promettiamo di spendere in medicinali?

L’ombroso cinquantacinque: un numero come Dio comanda

Non ci credevate più, e non vi poteva impipare di meno, che noi si partorisse un altro numero dell’esilarante rivista. Anche noi a dire il vero ci credevamo assai debolmente ma evidentemente non ci impipava abbastanza poco e quindi eccovi il nuovo parto del cinquantaseiesimo numero de L’ombroso il quale senza che Pustola e Barnauta muovessero una punta di matita o dicessero un fiato, come d’incanto, come la buriana
imbianca le cime col candido manto e il favonio lo disfa, come il porcino appare dal nulla nel giro dell’umida notte, come il bambino esce dal ventre senza nemmeno bisogno del seme, così fuori del nostro portone trovammo in un cesto in una notte di pioggia, il nuovo L’ombroso paonazzo e ipotermico, ma ancora vivo. Ancora vivo e pieno di vita, gonfio a pressione di umori vitali che per quanto forse sarebbe stato meglio di no, noi raccogliemmo nutrimmo e educammo ai più profondi valori del radicale rispetto della vita dei non ancora viventi – che per i viventi ci penseremo un’altra volta – e lo portammo alla luce dei vostri occhi sgranati per lo spettacolo dell’inesauribile rinnovellarsi del miracoloso mistero che ogni anno fa e disfa le nevi, offre i porcini alle onnivore fauci affamate e i L’ombrosi sgargianti ai vostri ipertrofici recettori nervosi.

In questo numero:
– Copertina a cura del prolifico Skip;
– Editoriale partorito con dolore da Il Miserabile Jean
– La nuova frontiera del wellness vergata da Fedele Castro
– Grazie, Signore! Ti adoro! procreato da Quel Brutale Finalmente
– Il punto della situazione dato alla luce da Max Brododidado
– Cose sinistre figliate da Alì Tosi
– Pro, pro… Probiota! sgravato da Candy Okan
– Tendenze 1 generato da Il Povero Giovanni
– Tendenze 2 rigenerato da Il Miserabile Jean
– Nulla di interessante da dire originato da Ignava Passante
– In’side Out. Psicoterapia da discount sbocciato da Cordiali Slauti
– Secondo scienza e coscienza germinato da Minali

E vi facciamo presente che il giornaletto è una creatura viva, se ve ne volete liberare e vi è rimasto ancora un briciolo di cuore non smaltitela nel cassonetto ma abbandonatela con una copertina di cellophane davanti al nostro portone. Grazie.

L’ombroso cinquantaquattro: La miseria non deve morire

Sapere che c’è sempre una persona più povera di te ti rincuora, sapere che mangia meglio di te, (come dice il ministro della sovranità alimentare) ti fra invidiare il suo piatto pieno di lacrime gourmet.

Se vivete in uno dei paesi più poveri della comunità europea e vi ostinate a tenere basso il reddito pro capite, correte subito a cercare il nuovo L’ombroso, in questo numero troverete
essere felici con le pezze griffate al culo.

Lo distribuiremo di nascosto nei soliti luoghi che già sapete.
Oppure scaricatelo gratuitamente come un buffet aziendale.

L’ombroso cinquantatre: un numero commissionato dall’agenzia turismo

Dove vai in vacanza quest’estate? Resti in città? Non c’hai una lira? E allora? Cos’è quel muso lungo, giovanotto, non vedi che sei nella città più bella del mondo? Ma la conosci almeno la tua città? Lo sai quante meraviglie nasconde? Quante cartoline, quanti confettini nei negozi del centro? Quanti rattoni a livello del fiume, roba di mezzo metro senza la coda? Ma lo sai che siamo una delle città con gli affitti più alti del mondo? Mica per niente, voglio dire, cosa c’hai da lamentarti, goditela, no? Ti serve una guida? Ma giusto, certo, un Cicerone sapiente che ti illustri i segreti della tua cara città, cara impestata… Eccoti allora il cinquantatreesimo numero de L’ombroso che ti menerà alla scoperta del luogo dove hai sempre vissuto se sei autoctono o dove il destino ti ha portato se sei alloctono ma non hai mai visto quanto è bella perché hai il prosciutto sugli occhi e sei uno stordito che non si rende conto di appoggiare il culo su un tesoro.

Where are you going for holyday this summer? You stay in city? Haven’t you one lira? Then? What is that long face, little boy, don’t you see you are in the beautiest city of the world? But you know at least your city? Do you know how many fantastic things hides? How many postcard, how many candies in the centers shops? How many big rats on the river’s lyer, things of half meter? But you know that we are one of the cities more expensive for house rent in all the world? Not for nothing, I want to say, what have you to cry, enjoy it, not? You need a driver? Right, sure, an erudit Cicerone that will show you discovery of the place where you ever lived if you are from here or where the destiny pulled you if you are from wherelse but you never saw cause you are full of ham in your eyes and you are a stupid who dont’ see that is sitting on a treasure.

L’ombroso 53

In questo numero / In this number:
– copertina e retro minuziosamente composita da Mignao
– redazionale bilinguale de Il Miserabile Jean in grande spolvero
– La città invivibile: una chiara esagerazione firmata Candy Okan
– Gardasee e poi muori: lucide riflessioni sulla deriva lacustre a cura di Giovanna Darko
– Brief: Vendere Veronda ai non verondesi: una chiara provocazione vergata da Fedele Castro
– Piscine comunali: non pervenute ma recensite al vetriolo da Quel Brutale Finalmente
– un paginone centrale che è una delizia per gli occhi, una croce per le cervella
– AridaVeronda: reportage very hot dei luoghi più insopportabili by Patù e Patone
– Viaggia mit uns: sempre Candy Okan che ci propone pacchetti vacanze irripetibili e impresentabili
– Teatro nei cortili: il vero fiore all’occhiello della nostra splendida città, ilari commedie recensiti da Alì Tosi
– Mostre che levati: lo sapevate che non ci sono solo mostri ma anche amostre?

Tutto tutto confezionato come una guida per l’estate antropocenica apericenica, con un poporopò di illustrazioni bellissime di bravissimi fashion designer prezzolati!