Lampi di genio su Veronda

Fabio, un uomo solo al comando

Sui grandi dubbi che attanagliano l’amministrazione, e cioè se ci sia ancora un buco dove infilare del cemento o tirare delle strisce (blu, gialle, bianche…) e accontentare i compagni di merende – sempre per il bene di tutti, s’intende – si proietta una luce giovane che illumina e riscalda. Arriva la creatività di un sognatore: Fabio "io i giovani li capisco perché sono uno di loro" Venturi.
Fabio, prima "patria o morte" convinto ora "Roma ladrona" convinto, ha idee chiare e convinte: questa città sta morendo perché non ci sono più tavoli sopra cui ballare le cover degli 883. Questa città è sorda al disperato grido del popolo degli spritz, discriminato solamente perché vuole che la vita sia più fun e meno tieffe. Fabio è il loro portavoce abbronzato, che presiede in camicia attillata la quinta circoscrizione.
Basta tristezza, è ora di happy hour, sembra dire ammiccante alle cariatidi incapaci di pensare un futuro finalmente ricco di cocktails.
Il "libero professionista nel settore cine-televisivo e organizzazione di eventi" ci aveva recentemente già fatto sognare eliminando da un campetto scalcinato di quartiere le porte da calcio perché dei piccoli negri insistevano a giocarci, facendo rumore e sudando. Le vie all’integrazione sono un percorso di espiazione e sacrificio, altro che campetti da calcio. Sennò che se ne tornino in Burundi, passando magari per un centro di identificazione padana.
Fabio è addolorato da tutta questa mancanza di civiltà della movida.
Ne soffre. Cerca di arginare il degrado, il suo è un appello accorato alla sicurezza dell’essere sempre alla moda. E la moda dice no alla sporcizia umana, per questo prima delle porte del campetto aveva fatto già togliere le panchine e i contenitori per i vestiti usati della Caritas. "È così difficile essere trendy… Mi si spezza il corazòn quando vedo tutta questa umanità dolente, la fatica che fa a non darci fastidio con la sua povertà durante l’ora dell’ape".
Non poteva quindi che arrivare dalle sue incredibilmente abbronzate sinapsi la proposta più hot per l’autunno-inverno 2010: trasformare gli ex magazzini generali in una cittadella del divertimento. Qualcuno con la dentiera aveva ipotizzato che lì dovesse nascere il futuro polo culturale: musei, biblioteche, teatri e altre robe muffose. Ma Fabio si è chiesto: tutto ciò soddisfa la nostra pazza voglia di noche maldida y infradicha? No, meglio "una zona commerciale serale" fatta di locali notturni, disco-bar e pub che avvantaggerà i boyz, le fighe e magari anche alcuni amici da fogo votati a elargire divertimento dietro compenso – sempre per il bene della città, s’intende. Per far digerire meglio la cosa ai soliti scettici matusa, ecco arrivare alla bisogna la parolina magica: sicurezza (va bene con tutto al giorno d’oggi, provateci. Dite una puttanata qualsiasi seguita da un "è per la sicurezza" e vedrete che la vostra puttanata assumerà nuovi profumi). I butei così potrebbero transumare a ritmo dance da piazza erbe a Sprizzolandia in tutta SICUREZZA, senza dover prendere l’auto per raggiungere lontane discoteche, rischiando di rovinare in un incidente le loro interessanti vite.
Un’idea geniale non poteva che trovare subito d’accordo un altro genio, Grugnolo, bramoso di lasciare dietro di sè una scia di festoni, luci colorate e colate di asfalto (per il bene di tutti, s’intende).
Fabio è un fiume in piena, vorrebbe notti bianche trenta giorni al mese. Su quell’area lì ci aveva già fatto un pensierino. Si sarebbe potuta chiamare "Troia 2", cittadella del piacere adibita a far sfogare tanti suoi elettori, ultimamente tartassati un po’ troppo di multe a causa della padana lotta al degrado.
Progetti encomiabili entrambi, difficile a questo punto scegliere su come onorare la decisione dell’Unesco di considerare Veronda patrimonio dell’umanità: con i pompini o con la bamba?

10 thoughts on “Lampi di genio su Veronda

  1. Liberismo ratzingeriano?
    Mi sbaglierò, ma l’ideologo della democrazia turnaria, questo Filippo Matteucci di cui si fa un gran parlare in certi circoli, mi sembra una creazione di quegli ambienti, di sicuro ratzingeriani e sovente filoPutin, che hanno tra i loro epigoni, fra gli altri, il giornalista Maurizio Blondel e lo storico lefebvriano Giangiacomo Mazzafredi D’Altemps. Non per niente il suo nome è perennemente in prima pagina sul sito http://www.nwo.it e i suoi articoli sono sempre pubblicati su quei giornali e giornaletti nostalgici che girano tra l’aristocrazia romana bianca e nera.

  2. MASTER and servant
    Piccola Allegoria della nuova tirannide

    Democrazia elettiva
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e con i mezzi stabiliti dalle famiglie dei padroni.
    Il padrone dice al servo: “ma ti faccio votare, non ti senti sovrano?”
    I padroni di bassa qualità, per restare al potere, usano sgherri e lacchè per tartassare i servi, e utilizzano parte dei soldi estorti ai servi per pagare sgherri e lacchè, ovvero per comprarsi voti. Il resto lo intascano loro.
    Questo permette loro di socializzare i costi del consenso, cioè di far pagare alla maggioranza di oppositori o di disinteressati il costo sia delle rendite distribuite ai clientes sia dei copiosi sussidi che le famiglie al potere ritagliano per se stesse, camuffandoli sotto le più varie forme e con le più varie modalità. Ovviamente, a tal fine, più disinteressati e distratti ci sono fra il popolo, meglio è.
    (“… se metà dei servi si rivoltano, abbiamo abbastanza denaro per assoldare l’altra metà dei servi, e mandarla a sparare addosso ai rivoltosi…”
    oggi non è più necessario sparare ai servi, c’è il lavaggio del cervello, basta mandarli in discoteca o far loro vedere i reality, non si rivolteranno più…)

    Uguaglianza
    Il padrone vuole tutti i servi uguali davanti a lui.
    Non vuole capaci ed efficienti competitor, vuole servi balordi, cannati, da discoteca, da stadio, o, nella migliore delle ipotesi, da offerte dei centri commerciali.

    Accoglienza
    Il padrone sostituisce i servi italiani pretenziosi, organizzati, sindacalizzati, relativamente acculturati, con nuovi servi africani, asiatici, sudamericani, disperati disposti a tutto, a lavorare 18 ore al giorno in uno scantinato, a vivere in venti in una bicocca.
    La nuova forza lavoro per la grande industria assistita succhiasoldipubblici, la nuova manovalanza per la criminalità organizzata, nuovi corpi a disposizione per chi va a p.ttane o a viados.

    Solidarietà
    Sussidi di stato per chi gestisce l’immigrazione dei nuovi servi. Soldi pubblici per chi ci mangia sopra. Elemosine gestite clientelarmente. Soldi di noi contribuenti coi quali i padroni comprano voti e consenso.

    Garantismo
    Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, con la menzogna, col crimine, col furto, con l’inganno, mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. La sua greppia e il suo scranno sono più sicuri.
    Colpisce i dominati onesti e lavoratori, e favorisce i delinquenti, i puzzoni, gli insolventi, i truffatori. Le organizzazioni criminali, braccio armato dei padroni nei traffici illeciti, non devono essere disturbate.
    Favor rei e favor debitoris.
    E’ garantista chi sulla delinquenza ci mangia sopra.

    Mezzi di distrazione di massa , mezzi di asservimento di massa (balla servo, balla)
    Il padrone guarda il buon servo, tatuato e con piercing, ballare nella discoteca che ha fatto costruire per lui e per gli altri suoi servi , e pensa:
    “BALLA SERVO, BALLA.
    Da quello scemo che sei.
    Picchiati con qualche altro servo, da quel cafone bullo che sei, ma ovviamente a me non mi tocchi neanche con un dito, neppure sai chi sono.
    Vieni nella mia discoteca a cercare sesso o affetto, l’anima gemella o una delle mie puttane pagandola.
    E impasticcati, riempiti della droga e dell’alcool che ti vendo, sfasciati nell’automobilina elettronica che ho fabbricato per te.
    Cos’altro ti meriti, fesso come sei.
    E vivi e lavora per me , pagami tasse e contributi , lascia che ti inflaziono i tuoi risparmi , usa questa moneta di carta straccia da me imposta , pagami il 20% d’IVA su ogni cosa che compri , vieni a leccarmi il sedere se vuoi un posto di lavoro…
    Ma… a tutto questo non devi pensare, né ora né mai, devi rimuoverlo dalla mente, da quella tua mente tanto stupida e indifesa che io controllo così bene. Non pensare, testa vuota, BALLA.
    Ti do panem et circensem.
    Droga, discoteca, calcio, musica, TV spazzatura, notti bianche, concerti in piazza, rave: ho creato tutto questo per te,
    proprio per TE,
    SERVO.
    Figlio di fessi e fesso tu stesso, fesso e servo ti faccio rimanere.
    A te e alla tua famiglia di servi fessi.
    Servi per l’eternità”

    Emancipazione
    Il buon servo deve ballare, ascoltare musica, innamorarsi, fare sesso.
    I padroni fanno i soldi, i servi fanno i figli.
    La moglie, la figlia, la sorella del servo devono essere a disposizione del padrone.
    La famiglia del servo deve essere disunita, disorganizzata, lacerata da liti interne e divorzi, marito contro moglie, figli contro genitori, fratelli l’uno contro l’altro.
    La famiglia del servo deve essere divisa, debole, non competitiva, non pericolosa, disarmata, imbelle.
    Dividi et impera.

    Trasgressione
    Il servo che trasgredisce obbedisce al padrone. E’ funzionale al regime. E’ per lui lecito fare del male a se stesso e agli altri servi. Nessun giudice nominato dai padroni lo punirà.
    Il padrone vuole che il servo balordo trasgredisca le regole del vivere civile tra servi e faccia così vivere male se stesso e gli altri servi. Così i servi vivono soffocati nella m.rda, e non pensano a rivoltarsi, a uccidere le famiglie dei padroni.
    Pub, discoteche, piercing, tatuaggi, ultras, droga, alcool: facciamo scannare i servi tra di loro, noi padroni vivremo più tranquilli.
    Dividi et impera, semper.

    Filippo Matteucci – DEMOCRAZIA TURNARIA
    Libertarian Writer & Blogger

    P.S. – spunto di riflessione per qualsiasi buon servo : sai quali famiglie padrone controllano il tuo comune, la tua provincia, la tua regione, la tua vuota esistenza, la tua vuota testa …?
    Nessuna associazione politica, nessun movimento, nessun partito, nessuna cooperativa, nessun sindacato, è veramente democratico se non prevede la possibilità per qualsiasi associato di ricoprire cariche a semplice sua richiesta, a turno, magari tramite un cursus honorum (cioè partendo da incarichi minori e poi salendo a quelli di maggior potere), se non prevede che chi ha già ricoperto cariche non può ricoprirle nuovamente (magari per 10 o 20 anni), ma deve dare la possibilità anche agli altri di svolgere quelle funzioni.
    Le elezioni sono solo una truffa ai danni di chi non ha potere, servono a far eleggere chi vuole il potente, il dominante, il padrone.
    Le elezioni non sono mai libere, sono l’esatto contrario della libertà e della democrazia.
    L’unica differenza fra destra o sinistra è che sono strumenti di differenti cosche di famiglie padrone.
    Se il popolo vuole la democrazia se la deve fare da solo: auto-organizzazione, democrazia diretta turnaria, propaganda, boicottaggio, perseveranza.
    ps2: i libertarian anonimi sono inutili per il semplice motivo che in guerra sulle lapidi è necessario incidere nomi.

  3. Massima solidarietà agli antifascisti di Verona

    Esprimiamo la massima solidarietà ai 5 compagni antifascisti colpiti dalla repressione dello stato la notte tra il 4 e il 5 Novembre a Verona. Già da tempo a Verona la procura con in prima persona il questore e il capo della Digos scaligera, hanno iniziato una continua repressione nei confronti di antifascisti/e e gruppi che si ispirano all’antifascismo militante, per tentare goffamente, appoggiati dalla solita e nota stampa asservita, di stroncare una resistenza antifascista che comincia a prendere piede nella famigerata Verona. Una città ammorbata da decenni di fascismo, in ogni strato sociale e istituzionale, ronde leghiste, polizia corrotta, squadracce naziste appoggiate dal solito politicante di turno, sette di integralisti cattolici e “ariani” padani, Verona è sempre stata storicamente il brodo culturale e pratico dei peggiori “laboratori” razzisti. Stufi e nauseati di pestaggi, accoltellamenti, raid contro rom, immigrati, omosessuali, e diversi in genere, culminati con l’assassinio un anno fa di Nicola Tommasoli, la città da tempo ha cominciato a rispondere colpo su colpo, strada per strada, tentando d’arginare e chiudere spazi ai fascisti ormai totalmente integrati in ogni aspetto istituzionale e coperti da sbirri, militari e magistratura. Basta vedere come è finito l’omicidio di Tommasoli: dopo un anno gli assassini fascisti sono tutti a casa e possono frequentare la scuola, in cui noti esponenti di Forza Nuova e Casapound fanno sentire la loro cameratesca vicinanza e amicizia, solidarizzando con loro incontrandoli e “coccolandoli”. Meno di un anno fa, veniva aggredita e pestata una ragazza dai soliti fascisti già conosciuti in città e dalla questura, e mentre loro se ne andavano indisturbati, i militari di scorta alla polizia, fermavano lei e i suoi amici, facendo finta di non vedere il branco nazista andarsene sghignazzando dopo l’ennesima vigliaccata. Addirittura il sindaco Tosi, qualche anno fa, andò in carcere a dare tutto il suo appoggio a 5 fascisti arrestati per aver accoltellato 2 compagni e 3 compagne in una notte in cui il branco era a caccia di “rossi e negri” per ripulire la città. La “pacatezza” e il pacifismo interessato della sinistra istituzionale e movimentista veronese è nota e nemmeno degna d’esser citata anche se in negativo. La misura è colma e il tempo delle parole è finito!!! L’antifascismo militante deve tornare a Verona sia come difesa personale e di gruppo, che come pratica politica finalizzata a debellare per sempre il fascismo ormai sconfitto dalla storia e dalla lotta di resistenza, ma mai digerito e seppellito dagli italiani, che ciclicamente nella storia del paese, viene riutilizzato in momenti di crisi economica e sociale. I 5 antifascisti sono accusati d’aver tentato di organizzare la “chiusura preventiva” di un noto locale veronese solito a dare spazi a band e personaggi nazisti, come i Gesta Bellica, gruppo musicale del consigliere comunale Miglioranzi. Si sono ribellati attivamente a una città ormai incancrenita dal razzismo, ingiustizie, omicidi e violenze politiche, sempre verso i più deboli, gli esclusi e gli emarginati della ricca e borghese Verona. Di fronte le telecamere e i giornalisti il questore con il capo della Digos, felici dell’ennesimo show mediatico, hanno detto che “..non c’è più trippa per gatti, nei confronti di chi pratica violenza politica a Verona, perché la digos è attiva nel controllo di alcuni ben conosciuti estremisti della città. Il poliziotto ha sparato un colpo di pistola in aria per fermare i giovani in fuga perché pensava fossero ben altri estremisti già attenzionati e sotto controllo da tempo, che operano in città…” Ci chiediamo, chi sono questi “terribili terroristi” veronesi che speravano di arrestare o sparare, la notte del fermo dei 5 compagni? E rispondiamo che a Verona non c’è più “trippa per gatti” per i fascisti, razzisti e sbirri corrotti che pestano e assassinano i fermati in questura!!! Verona non tollererà più i fascisti e chi li protegge o ne è complice!!! Come sempre, se i 5 ragazzi sono innocenti va tutta la nostra solidarietà, se colpevoli la nostra complicità!! Libertà per tutti/e gli/le antifascisti/e e rivoluzionari/e colpiti/e dalla repressione dello stato o in galera!!! Sempre dalla parte di chi di fronte l’ingiustizia sceglie di dar tempesta!!!
    IL TEMPO DELLE PAROLE E’ FINITO!!!
    ANTIFASCISTI/E
    BRIGATA 17 LUGLIO

  4. …ricordando che il flavione cittadino ha preso la percentuale più alta di voti proprio da queste parti, quartiere che storicamente ha espresso gruppi di figli dei fiori come il gpn (gruppo pecore nere) e borgo roma front, seguiti dagli ultimi arrivati quartiere roma…

  5. cazzo! finalmente si parla un po’ di borgo roma e della maraja che gira da ste parti…
    avete mai sentito parlare dell’associazione TERRITORIO? qui in borgo ha organizzato l’anno scorso nel parco dell’ospedale una grande festa di quartiere, indovinate chi suonava? i 1907 o come cazzo si chiamano e altri gruppi bravi neri e belli..
    qui non c’è alternativa al VERDENERO…

  6. Ma fare un Laboratorio di Urbanistica partecipata?Forse prima bisognerebbe spiegare ai verdissimi capi cos’è l’urbanistica…intanto aspettiamo nuove porcate come il progetto per le Ex-Cartiere

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