«… nonostante alcune pagine di “Faccia a Faccia” siano nere e pesanti come la notte più brutta della mia vita, è strano, ma mi pare di volare più in alto…»
G. Trevisi
«Quel giorno a Genova c’era un sacco di gente ma non ricordo il perché.
Sono passati una quindicina d’anni. Forse c’era il derby Sampdoria-Genoa, chissà.
Saranno state la calca o il caldo ma, mi pare, le cose non filarono proprio lisce: intanto arrivammo in ritardo. I ragazzi avevano già cenato ed erano tutti a letto. Forse perché troppo stanchi non furono così felici di vederci. Adesso che mi viene in mente ricordo che per l’occasione qualcuno dei miei colleghi non fu molto educato. Alcuni poliziotti non si sono puliti le scarpe sul tappeto prima di entrare, qualcuno ha gettato per terra delle carte e forse non si è chiesto “è permesso?” prima di entrare. Ora che mi viene in mente ricordo un poliziotto che ha fatto addirittura una puzzetta tanto fetida che tutti tossivano. Eh sì, ripensandoci bene mi vengono in mente parecchie cose disdicevoli che non si addicono di certo ai poliziotti educati.
Quasi quasi domani scrivo una lettera di scuse, anche se un tantino in ritardo».
da “Le avventure del commissario Duevolti”, L’ombroso n. 30, 2015
