Bavbavi! Invasione di barboni comunisti in città

Amiamo dormire in pieno centro nelle vostre belle città. Soprattutto d’inverno.
Sotto le stelle. Quando se ne vedono.
Non siamo come i vostri barboni di una volta, tipo il Crea, che si lasciano uccidere da veronesi ubriachi.
Forse non siamo neanche barboni. Forse neanche umani. Siamo una categoria di reietti del socialismo reale.
Il fine sociologo assurto al soglio di palazzo Barbieri ha ragione: è in corso una mutazione sociologica della categoria del clochard.
Noi siamo il nuovo:
Aggressivi.
Fannulloni.
Parassiti.
Stranieri.

Veniamo per lo più dall’est Europa e ci piace cagare e pisciare all’aperto sotto le stelle.
È il lascito del socialismo reale, baby.
A Verona non siamo tanti, che ne so, siamo una cinquantina e finché ci sono quegli utili idioti della ronda della carità che ci fanno mangiare, bere, fumare e pure il pedicure, per quale motivo, ci chiediamo, dormire in un letto, andare a lavorare o frequentare profumate toilet?
Il socialismo è parassitismo e noi dell’est europeo lo applichiamo. Qui da voi.
Voi veronesi comunque ci avete l’occhio lungo: a deturpare la vostra sana esistenza prima sono venuti i teroni, poi sono arrivati gli albanesi, dopo gli jugoslavi, quindi rumeni e rom. Avete ragione: c’è sempre qualcuno accucciato a scacazzare il salotto buono del vostro padrone-sociologo dal sorriso volitivo, sempre in prima linea quando si tratta di dar giustamente addosso a chi si macchia del reato di miseria. Nel salotto Lui vuole che si entri con le pattine e che sia tutto spolverato. Lui vi vuole così bene. Piuttosto che i poveri si stravacchino sui divani e magari rompano qualche  soprammobile dalla vetrinetta, Lui è pronto a regalare la città agli amici ricchi, quelli che si vestono bene e non puzzano. Uomini bravi, uomini d’affari, che pregano ogni giorno, uomini d’onore. Loro sì che vi assicurano un futuro felice: un bel salotto buono pieno di cemento, asfalto, centri commerciali e inceneritori. E senza barboni merdoni tra i maroni!
Lo fa per voi. Ringraziate della carineria.
Su una cosa però non siamo d’accordo con il vostro sociologo di riferimento: non stiamo rovinando la figura romantica del clochard poeta barbuto, pure noi siamo poeti, abbiamo letto Majakowski, anche se caghiamo all’aperto e lasciamo in giro le nostre lordure.
D’altronde, quello che ci hanno insegnato a scuola da piccini è che da grandi ci saremmo dovuti arruolare nei cosacchi e far abbeverare i nostri cavalli a piazza San Pietro.
Ma visto che Roma è ladrona, ci fermiamo qui e il nostro cavallo lo abbeveriamo nella fontana di piazza Bra.
E ai quattrozampe, vallo a spiegare di non concimare la vostra bella città. Sono mica tanto collaborativi.
Un po’ come è successo con i tifosi dell’Hellas negli anni passati.
Ma in fondo, qualche stronzo in più, nella vostra bella città, che differenza fa?

4 thoughts on “Bavbavi! Invasione di barboni comunisti in città

  1. Qualcuno, e neanche pochi, il 60 per cento, ci ha consegnato nelle mani di veri luamari.
    Non hanno nemmeno la dignità di stare zitti.
    Ingrassano i maiali loro amici (genuflessi come le merde di fronte al grande capitale, altro che troiate sui poteri forti!) e se la prendono con gli sfigati.
    La storia di sempre: forti coi deboli e deboli coi forti.
    Ringrazia, popolo bue.

  2. Tra l’altro i posti in più nei dormitori per l’emergenza freddo che il sig. Bertacco in spadrillas rivendica sull’arena sono 5+2=7. RIPETO SETTE!

  3. Agghiacciante.
    Quel comunicato è agghiacciante.

    Per opportuno confronto, cito il New York Times, che ha pubblicato qui (http://www.nytimes.com/…amp;sq=fresno&st=cse) un pezzo sulle tendopoli dei senzacasa di Fresno, in California.
    Fresno ha mezzo milione di abitanti e tipo duemila senzacasa.
    Come se Verona, fatte le proporzioni, ne avesse in piazza Dante o in piazza Indipendenza o in qualunque altro dei suoi augusti salotti tipo mille e due (Invece sono tipo venti e questo qui rompe il ca*** lo stesso).

    A parte Obama, secondo il quale è «inaccettabile che bambini e interi nuclei familiari siano senza un tetto sulla testa in un Paese ricco come il nostro» (punto che mi pare il minimo sindacale per qualunque amministratore, grugnolo o no), sentite cosa dice il tipo che a Fresno si occupa delle politiche per gli homeless: «Questo (le tendopoli, il vivere per strada) è quel che succede quando un essere umano tenta di sopravvivere. Noi stiamo trattando la cosa come faremmo per qualunque altra area che sia stata teatro di un disastro».

    Dice «disastro»; non maleducati parassiti fannulloni. Non «gente che esce dai ricoveri perché “tanto, di notte ci portano delle coperte”».

    Tra l’altro.
    Nei dormitori nei quali Tosi si vanta di avere trenta posti liberi si può accedere da stranieri solo se si ha il permesso di soggiorno.
    E poi questo si domanda come mai la gente vuol stare a dormire sotto le stelle, come se fosse la scelta insensata e incomprensibile di un drappello di bastardi fancazzisti antisociali.

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