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Sei sul blog de L'ombroso, quattro fogli di satira gratuiti (o di satira gratuita?) partoriti con dolore suppergiù ogni due mesi e abbandonati in giro per Verona.
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La nostra città regala squarci memorabili, densi di emozioni, carichi di romanticismo. Non si può rimanere indifferenti a cotanta bellezza che ci circonda e che ci pervade. Tanti nel mondo ce la invidiano,noi ce la teniamo stretta, chiusa, murata la nostra bella città. (continua)


PERLE AI POSTERI (ritratti lungi e miranti)
La cronaca locale, la cultura locale, la politica locale contagiano tutto con la loro simpatia locale. Quest'anno, mettiamo da parte le divergenze e prendiamo esempio dalle loro parole, dai loro gesti, dai loro pensieri.


Corona di spine
Quindici sonetti nati all’ombra, senza tutte le fascine al coperto, a muso duro e berretto fraccato.

Se te passi un giorno par Verona
Se no te ciapi calche scortelà
Saludame i butei, chei cuatro mona
Che la gran vaca che i à stracagà!

Par strada, tiente streta la to dona
La to musina, tienla ben serà,
Se no te basta, prega la madona

Corona di spine

lombroso | 05 Febbraio, 2008 17:01

carlinoQuindici sonetti nati all’ombra, senza tutte le fascine al coperto, a muso duro e berretto fraccato.
L'ombroso, lo avrete capito, si dedica di gusto al vernacolo.
Il dialetto – come dice Bragantini, il leghista culturale – è lingua.

Visto che solo lui non lo sapeva, facciamo finta che sia una sua scoperta.
La sua ampolla del Dio Po... che i leghisti le tradizioni le devono avere, altrimenti casca il palco.
E se loro son vent’anni che ci rompono i totani con convegni sulla lengoa veneta”, noi gente del popolo che sta nell’ombra la usiamo direttamente.

Abbiamo, quindi, pensato di lanciare in edicola una corona di sonetti di Ugo Sau, il nostro Berto, il nostro Dino, il nostro BertolDino.

Anzi, in edicola ‘sti cazzi,  ciucciatevela qui ché la carta costa.

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