Legapound

Che la Lega fosse malata terminale lo si era capito già da molto. Il fatto che continui ad accogliere su tutti i palchi con malcelata irritazione quel catorcio del sior Umberto la dice lunga. Il Marone non sa più dove sbattere la grossa zucca da nano per tenere in piedi la baracca (il palco l’altro giorno tra il marone, il grugnolo e l’umbertone sembrava il reparto infermeria del San Giacomo, roba da mandare in sollucchero il professor Lombroso). Ma in piazza Dante, l’altro giorno, ha mostrato veramente tutta la sua miseria. È davvero un malinconico finale per un partito nato dalle coliche di un popolo trovarsi ridotto a ingaggiare presenzianti alle sue manifestazioni come un qualsiasi berluscone abituato a riempire le piazzette a suon di gettoni di presenza.
Gente buona tanto per la Prova del Cuoco quanto per Porta a Porta o, appunto, per generiche manifestazioni anti-Imu. Ma come? Se il sindaco-sultano pensa che sia una tassa ingiusta perché mai non ha sospeso il pagamento della quota destinata al Comune, che a tutti gli effetti è una tassa comunale? E perché protesta proprio l’ultimo giorno utile per pagare? E cosa ci fa Cosapound con le allegre bandierine?
Perché gli unici ad avere il coraggio di andare ad ascoltare il sior Bossi e i suoi padroni sono stati i non conformi di Cosapound che sorprendentemente sono scesi compatti in piazza al grido di Secessione, secessione! Ma dico, ragazzi, secessione? Ma il terzo millennio a voi vi ha dato alla testa, sarà mica che siete rimasti orfani dei vostri valori? Forse volevate dire Confusione, confusione!
A un certo punto il sior Umberto ha biascicato leggendo da un foglietto la ricetta di polpette con la cipolla tramandata da sua madre, e vai coi bandieroni di Cosapudding a sventolare in nome della ricetta delle polpette con cipolla della madre del sior Umberto. Bisogna proprio riconoscere che i giovani non conformi sono pronti a tutto, altro che arditi, questi sono disposti a qualsiasi cosa. Sorge il sospetto che sia sufficiente lanciargli un po’ di noccioline per farseli amici. Questi gli frega assai di chi e di come, quello che importa ai non conformi è farsi vedere con le loro belle magliettine made in China con sopra le frasi non conformi che piacciono tanto in piazza delle Evbe.
Insomma, nemmeno l’utilizzo di inutili idioti ha preservato la Lega da una piacevole sensazione estiva di flop. Che è poi il rumore delle balle che cascano in una refrigerante bacinella cercando sollievo dopo l’ennesimo, bisunto sproloquio di un anziano che blatera di shecescihhonhe, o il suono dei maroni davanti al comizio di Maroni, che fa del cabaret spicciolo spacciandosi per nuovo che avanza (dimentico di non aver mai disdegnato finora di accompagnarsi a certi avanzi).
In ogni caso se avete una festina di compleanno da animare e vi avanzano due careghe, potete provare a contattare Cosapound Verona. Fanno sempre la loro bella figura di boyscout coi bastoni. Se non era per la loro stantìa giovinezza neosecessionista (è il soldo da pagare per essere sudditi del sultano verde e raccogliere le sue briciole dal tavolo) in piazza Dante l’altro giorno pareva di stare al ricovero.

One thought on “Legapound

  1. Bravi bravi ottimo articolo, neanche la SCALFARUBBRICA o la DISUNITà avrebbe fatto meglio.

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