Coppa del Negro

Se la squadra di calcio amatoriale Atletico Rio Valli avesse esclusivamente giocatori del calibro del sindaco Flavio Tosi, non solo i reparti di ortopedia dei nostri ospedali sarebbero intasati per tutti i mesi del campionato, ma soprattutto varrebbe meno di una cippa di minchia, in classifica. Dato che il piede a banana del nostro sindaco terzino trasforma ogni partita in una specie di passerella di rimesse da bordo campo (per lui la regola fondamentale è ancora quella imparata nei pulcini del “buta su”, ovunque sia, l’importante è che sia lontano dalla porta), ci si è trovati di fronte all’inevitabile esigenza di pagare giocatori bravi col piede e col pallone. Perché quindi non unire questa necessità ad un bel gargarismo che ripulisca la nomea razzista di Flavio el Leòn?
Così il sindaco e il presidente dell’Atletico Rio Valli Michele Calì hanno organizzato, grazie al contributo dell’onoratissimo giro che orbita intorno alla casa di produzione Media Italia, un concorso per reclutare un bel negro da inserire in squadra a fare, almeno ogni tanto, un gol. Ed ecco che arriva il sig. Ngono. Come descriverlo… ci sarebbero molti modi, ma preferiamo usare quello del giornale L’Arena, che lo definisce “il nigeriano assolutamente bene inserito a Verona”.
Prima di entrare in squadra però il cannoniere ha dovuto superare molti test per dimostrare di essere in grado di diventare un vero negro a Verona.
La prima prova è stata raccogliere frutta in nero e sottopagato: le fraghe de Raldon, i perseghi de Bussolengo, i sparasi della Mambrotta e i pomi de Zevio.
La seconda prova è stata una messa a San Tommaso, una a San Niccolò e un’altra a San Giovanni e Paolo. Fondamentale questo test, perché la fase del “sono negro, ma di quelli a cui piace Gesù” evita qualsiasi prelievo inaspettato in direzione di Guantanamo.
Terza prova: convivenza negli appartamenti sopra il Ciak, insieme ad altri 25 connazionali a friggere cavallette e groste di muro su un fornellino da campo e a pagare l’affitto a Bepi Slandron ogni dieci del mese se no te denuncio.
Poi, in un crescendo wagneriano, le altre prove:
Presenza silenziosa e solinga alla Festa dei Popoli con un abbraccio di Marina Salomon.
Corteo dei Migranti a fianco dell’avvocato vestito come Renegade ma con gli occhiali di Vieri.
Sentirsi dire “Eh, quei lì i và forte. I ha imparà a corar descalsi” alla Straverona.
Essere l’unico negro alla grigliata in giardino dell’imprenditore edile Sandro Piastrela.
Spiegare agli operatori del Parco Natura Viva che si è solo visitatori e che non si è venuti a vendicare la fine dell’ecosistema della savana.
Vendere un pezzo di fumo.
Mangiare un kebab.

Ngono ha superato brillantemente tutte le prove. Un unico problema si è verificato allo zoo, perché i guardiani lo stavano mettendo in gabbia come animale, non come guerrigliero. Ma poi tutto si è chiarito ed è finito nel migliore dei modi.
La cerimonia di premiazione è avvenuta mercoledì 9 giugno nella sede della Lega di Borgo Venezia in via Spolverini. Ngono, unico negro presente, ha potuto beneficiare di tutti i privilegi di cui quella sera ha goduto il sindaco: macchina in divieto di sosta, poter parlare con un tizio effeminato tutto vestito di bianco che lo accompagnava, baccano protratto fino a mezzanotte e mezza, insulti ai passanti. A fine serata Flavio Tosi e Michele Calì hanno consegnato la coppa come “Miglior Negro” a Ngono, accompagnata da un buono di 10.000 euro (con allegata paletta finta del ministero dell’interno) da spendersi presso Milano.

27 thoughts on “Coppa del Negro

  1. Faccio ammenda per l’italiacandialetto usato, ma il veneto non è la mia lingua primaria. Tutto giusto, tranne alcuni appunti: io non sono particolarmente religioso, ma se si può evitare di tirare in ballo Dio, che non c’entra nulla con la politica e con le discussioni attuali, forse è meglio. Tra gli ammortizzatori blasfemici dimenticasti diose e la madonega. Quanto a “assa star” ti garantisco che è tipicamente gergale scaligero (assa perdar, assa star) in certi agglomerati cittadini, specialmente in passato. El guinsaglio te pol invece tacartelo al guindolo. L’è el stesso consiglio che g’ò dato a quei che me volea metar in fila.

  2. si interrompe brevemente la discussione per un intervento purificatore.
    pregasi cortesemente di rispettare talune regolette del bello e buono scrivere dialettale:
    “chi non g’ha un casso da dir” utilizzare forma “ci” attestata già prima del concilio vaticano ii, l’orrifico.
    “mi non g’ho nessun guinzaglio”. zioccan, de dove sitto, zioccan, de reggioggalabbria? mi non g’ho, anghingò, “mi no g’ò”, e bonalè.
    “Assa star”: aaaaaargh. maledetto veneto orientale pussa via. La L sacra, romana e imperiosa è. Qui si deve rispettare la norma asburgica che prevede come pena la fornicazione con pastora valdese lesbica, ogni volta che si manchi l’uso della ellle.
    alas! il puro veronese ancora una volta sfregiato.
    per quanto tempo questi bestemmiatori del sacro Dindio e della Madocola, dell’Ostregheta e del Sacranòn andranno in giro a propalare le loro menzogne?
    il Dindio rivelato si è a noi dopo il 4 luglio, plutomassonibancariservaggidimaria.
    cani dell’uva, agguinzagliatevi, agguinzagliagite, prinz uber alles, abarth non datur, rostropovitch non rasputin, austrungaria.
    Metatron mi guarda e ogni tanto mi fa la mossetta di kundalini!
    yuppi!

  3. Ma-estro! Ma-estro!
    Ma quante cose che ci insegni? Pillole di Verità elargite dalle tue misericordiose mani…
    Il casso da dir te lo trovi in una decina di pagine su questo blog. Adesso vai ad abbaiare ai tuoi padroni. Vai, vai, bobby.

  4. Vedo che non entri nel merito principale del mio post che ha sconfessato l’intervento precedente di metocaspiegarte, ma ti attacchi alla mia richiesta di maggior educazione. Tipico de chi non g’ha un casso da dir e, tanto par essar ciari, mi non g’ho nessun guinzaglio anca se me piasaria usarlo par tuti i cani che circola qua intorno.

  5. Pentitevi, peccatori, in nome di lupus, agnello di dio e cane al guinzaglio di cose più materiali. Amen.

  6. Dimenticavo di dire che non sono solo i contenuti a squalificarti, ma soprattutto l’intercalare blasfemo. Se credi in Dio non lo bestemmi per principio e se non ci credi è ancora più sciocco farlo. Sciocco, poco elegante e illegale. E il responsabile di questo blog dovrebbe sapere che si rende tuo correo pubblicandoti.

  7. Assa star de spiegar quel che non te sè. Te fo un po’ de cronistoria. La Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno era un ente morale che non poteva avere utili e doveva reinvestire le plusvalenze sul territorio per iniziative di scopo morale (infatti, al di là di alcune opere meritorie a favore della città, soprattutto di facciata, pensò a creare un proprio patrimonio immobiliare di considerevole entità…). Con le privatizzazioni degli anni ’80 e successive, si pensò di creare una fondazione che gestisse il patrimonio e utilizzasse una piccola parte dei fondi a scopo pubblico, mentre la banca vera e propria (gestita da persone diverse, ma facente parte della stessa realtà imprenditoriale) fu finalmente libera di agire in modo prettamente speculativo. Ed ecco Cariverona ed in seguito Unicredit banca. E come fa un gruppo bancario a “liberarsi” delle plusvalenze senza pagare tasse? Scaricando una parte consistente degli utili nella fondazione. Che percentuale di questi utili viene impiegata dalla Fondazione Cariverona per opere sociali? Nessuno lo sa, ma è molto ridotta e prevalgono le operazioni speculative tramite acquisto di bond e arricchimento ulteriore del patrimonio immobiliare. Quindi vedi, caro disinformato che pretenderebbe d’informare, che la storia è un po’ diversa dalla tua santificazione dei poteri forti di Verona. Guarda caso, Biasi è il referente principale della Fondazione ed anche il capo dell’Opus Dei veronese.

  8. Lupus, lupus… parla quando sai le robe, dio cantante. Le fondazioni bancarie non fanno fidi, vigliacca madonna. Non sono una banca. La Fondazione Cariverona è una fondazione che deve intervenire per legge in ambito territoriale e sociale. Non solo ristruttura, ma compra ambulanze, finanzia gli ospedali, le cooperative sociali, le case di riposo…quelle in cui finirai anche tu tra un paio di anni. Me toca sempre spiegarte tuto…

  9. Ma ghe l’avio con le Pasque veronesi? La me par proprio una bataglia importante questa, era? Se te pensi, par via de sprechi, che el poro Zanotto el g’ha regalà Castel San Piero a una fondassion bancaria che dopo la fa morir le aziende veronesi parchè la ghe sera i fidi…

  10. Secondo recenti statistiche (non quelle tipo, abbiamo il 78 % del consenso), ma quelle vere, in Veronetta e in B.go Roma, il numero delle nascite di figli nati da genitori immigrati nel territorio ha superato quello dei residenti “italiani”; mi domando dal momento che uno si dichiara sindaco di tutti e dal momento che avete imparato l’uso del pacchetto Office e avete uno stuolo di periti informatici nel vostro armadio e quindi i mezzi per fare certi tipi di valutazione ce li avete, perchè invece di buttare 25000 euro (ufficiali) per quella cazzata delle Pasque non iniziate veramente a pensare al territorio dove vivete? “Siamo in mucchio dappertutto”, “siete figli di papà”, “il comunismo è morto”, non sapete altro che recitare slogan ritriti e qualcuno presto se ne accorgerà e verrà a chiedervene conto

  11. Lupus, perché non mandi i tuoi scritti a quelli de L’ombroso? Pare tu abbia la sagacia e il senso dell’umorismo appropriato. Dài, lupus, unisciti a noi, c’è anche Mao Zedong, Pol Pot e Wanna Marchi in redazione. Su, basta reticenze!

  12. Eto parlà o scoresà? Parchè la difarensa non la se sente… te pol dir tuti i amen che te vol, ma pensaghe prima de sparar cassade, sennò te ghe ne vè in serca.

  13. Perché, conosci il mio pensiero in materia di democrazia rappresentativa?
    Ho detto amen, torna a sparar canonade alle pasque.

  14. Ma il potere non doveva andare alle masse? Bene, adesso che le masse se lo sono preso non ti sta più bene e “il concetto di democrazia si sovrappone a quello di maggioranza e quel che conta davvero è la forza dei numeri, che corrisponde al monopolio della ragione”. A Verona questo lo chiamano voltar el butin nela cuna.

  15. Quesi (homohomini e aspettativa) sono i classici esempi d’intolleranti che accusano gli altri d’intolleranza. Basta leggere i post e non c’è nemmeno bisogno di commentare. Questi negano i valori democratici nel nome di un presunto antifascismo che viene tenuto in vita solo per restare aggrappati con le unghie e con i denti a un passato che non tornerà mai più. Oggi in Italia non ci possono essere motivazioni o valori simili a quelli che animarono gli oppositori delle dittature nazifasciste. E allora, per giustificare le loro rivoluzioni del mercoledì sera, questi figli di papà, viziati, che non hanno un c… di meglio da fare che rompere le palle alla gente che lavora, s’inventano nuove favole fasciste, razziali e xenofobe. Siete dei bestemmiatori. Se non avete nemmeno una minima idea di cosa volesse dire essere schiavi di un regime, guardate un po’ che succede in Iran oggi, o cosa è successo l’altrieri in Cecoslovacchia e ieri in Cina. E fate qualcosa di più utile per uno dei Paesi più civili e in cui si vive meglio, che è l’Italia. Ma tanto so già che è una speranza vana quella che l’ipnosi rosso-nera (è rossa fuori ma usa i sistemi delle brigate nere) sia debellata di colpo.

  16. Per fortuna che ci stanno i lupusinfabula, a ricordarci della nostra vergogna (nostra! capito? non di chi è prono ai pagliacci dell’intolleranza), che il concetto di democrazia si sovrappone a quello di maggioranza e quel che conta davvero è la forza dei numeri, che corrisponde al monopolio della ragione. Per fortuna che c’è lupusinfabula che ci tiene una lezione tra razzismo di pelle e di mentalità, un po’ come quando per darsi un tono il regime fascista parlava di razzismo spirituale e non biologico. Ma per piacere, ma mi facci il piacere…

  17. Quando si parla senza sapere si fa sempre brutta figura:
    1- I “negri” del Rio Valli sono ben 5 e non uno solo.
    2- La Lega non ha mai professato il razzismo di pelle, ma eventualmente di latitudine italiana, o idealmente di mentalità.
    3- Le operazioni di facciata di questo livello non sono certo ciò che viene suggerito al Sindaco Tosi dal suo esperto di comunicazione e portavoce Roberto Bolis (ex iscritto al PCI ed ex giornalista de L’Unità).
    3- Prima di parlare di xenofobia altrui, lo scrivente “aspettativa” qui sopra dovrebbe rileggere il suo “tollerante” sproloquio: “aderendo ad un partito schifosamente xenofobo i cui membri si sono sempre contraddistinti per le assurde proposte rivolte contro tutti coloro che non sono come questa gentaglia”.
    4- Evidentemente il cittadino comune non si identifica con chi odia, attacca, copre d’insulti che si adatterebbero più a lui stesso, visto che solo tra voti leghisti e della sua lista (votata da sinistra a destra) alle elezioni comunali ha superato il 40%. Se poi ci aggiungiamo An e FI si arriva al 62%. E questi sono tutti scemi razzisti xenofobi mascelloni? W la democrazia!
    Vergogna!!!

  18. Aspettativa: sono sostanzialmente d’accordo sull’operazione di facciata della stretta di mano al negro, anche se dare sic et simpliciter degli “imbecilli” o dei fascisti a tosi e a quelli che lo votano è un vizio tipico che non serve a niente se non a mostrare vacuo risentimento: credo che se davvero si voglia “far riflettere su chi governa” bisognerebbe uscire da certi schemi mentali dell’altro secolo, ma la mia ovviamente è solo un’opinione. ora datemi pure del leghista di merda o del cripto-fascista. continuerò a leggervi di gusto.

  19. e sul carro dei vincitori come ci state: come le marionette di cartapesta, o come esseri in grado di utilizzare il proprio cervello? ammesso e non concesso che non si sia liquefatto nella marea di stronzate della lega?

  20. Marco ha ragione. È solo nichilismo da bar sport e razzismo. E non fa ridere. A noi ci piace stare sul carro dei vincitori.

  21. marco, non tutto ciò che viene scritto su questo blog deve far ridere, a mio avviso deve più che altro far riflettere su chi governa e chi sostiene sindaco e compari.
    per quanto riguarda il razzismo, mi sembra che “faccia di marmo tosi” lo abbia ampiamente dimostrato -ad esempio- cercando di cacciare i sinti da boscomantico (cittadini italiani), aderendo ad un partito schifosamente xenofobo i cui membri si sono sempre contraddistinti per le assurde proposte rivolte contro tutti coloro che non sono come questa gentaglia.
    il fatto di farsi ritrarre con un uomo di colore è un’operazione di facciata per cercare di nascondere la sua vera natura davanti agli imbecilli che continuano a votarlo.

  22. solo nichilismo da bar sport, risentimenti personali e razzismo. non fa un cazzo ridere-

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