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La nostra città regala squarci memorabili, densi di emozioni, carichi di romanticismo. Non si può rimanere indifferenti a cotanta bellezza che ci circonda e che ci pervade. Tanti nel mondo ce la invidiano,noi ce la teniamo stretta, chiusa, murata la nostra bella città. (continua)


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PERLE AI POSTERI (ritratti lungi e miranti)
La cronaca locale, la cultura locale, la politica locale contagiano tutto con la loro simpatia locale. Quest'anno, mettiamo da parte le divergenze e prendiamo esempio dalle loro parole, dai loro gesti, dai loro pensieri.


Corona di spine
Quindici sonetti nati all’ombra, senza tutte le fascine al coperto, a muso duro e berretto fraccato.

Se te passi un giorno par Verona
Se no te ciapi calche scortelà
Saludame i butei, chei cuatro mona
Che la gran vaca che i à stracagà!

Par strada, tiente streta la to dona
La to musina, tienla ben serà,
Se no te basta, prega la madona, Che no te ciapi calche smusonà.

La ne diria la nostra sitadina
Patria de leterati e premi Nobe
"Sucede tuti i dì che i me roìna

El pranso sti leghisti e sti prelati.
Chei magnamerda i fa de chele robe,
Altro che veronesi tuti mati!

Venditori di fumo (di scarico)

lombroso | 30 Aprile, 2008 11:30

dal nostro infiltrato Max Brododidado

Come oscuro emissario de L'ombroso, con baffi e naso finto, l'altro giorno sono stato ad un incontro chiarificatorio con i cittadini sui fori prossimi venturi che l'amministrazione vorrebbe elargire ai suoi elettori (e non).
Presenti da una parte:  l'esimio e ossequioso ingegnere, il supino e lampadato presidente della seconda circoscrizione, lo sceriffo con la pallina in bocca e il Gran visir del buco.
Presenti dall'altra parte: una platea piuttosto vivace, costituita soprattutto da seriamente preoccupati abitanti e attivisti dei comitati contro il traforo.
Facevano eccezione alla platea ululante un quattro camionisti della lega chiamati a far da clac e i nazionalisti padanizzati Macho e la signora Lucia, quelli che grazie a loro non si vedranno le bocche di emissione di fumi velenosi perché sono riusciti a vincere una battaglia dall'alto valore ecologista: ci piantano sopra degli alberelli e bonalé veccio. In una civiltà de goma è sufficiente questo per far finta di non sapere un domani chi dovremo ringraziare per i morti di carcinoma. Occhio non vede...
La signora Lucia è colei che presidente di circoscrizione voleva dar da bere qualche anno fa che il campo in via Passo Buole sempre in Borgo Trento (unico sputo verde nel raggio di chilometri) doveva diventare un parcheggio "momentaneo" per l'ospedale e chi si opponeva dimostrava scarso senso civico. Fortunatamente le pasionarie dei condomini che si affacciavano sul campo - organizzate in comitato barricadero - le hanno dato quattro sante pedate identitarie come piacciono a lei e adesso lì c'è un parco per i bambini e uno spazio per i cani (tanto per dire quanto la lotta paga).
Stendiamo un velo pietoso su Macho? Massì, dài. No, almeno lasciatemi dire che aveva proposto per la cerimonia del 25 aprile di quest'anno ci fosse pure un reduce della Repubblica Sociale Italiana, fa tanto veronese.
Tornando all'assemblea, il presidente di circoscrizione appena uscito dal solarium ha perso più tempo a salameccare da bravo subalterno i suoi superiori che a dire due cose sensate, e pareva davvero contrito che qualcuno potesse fischiare uomini così eletti. L'avrà ripetuto dieci volte. Ma nessuno se l'è cagato e la gragnuola di fischi ha accompagnato le sagaci battute di spirito che fioccavano dal tavolo degli oratori. Tra l'altro, l'abbronzato coatto, tempo fa aveva pure adombrato critiche nei confronti dell'eco-mostro "anello strangolatorio", poi però qualcuno gli ha gridato "Sitz!" e lui si è rimesso a scodinzolare. Ma la coerenza non sedeva certamente in sala (del resto, politici sono): anche lo sceriffo e il capotraforo in campagna elettorale avevano ad esempio spergiurato di un traforo che sarebbe passato a nord di Avesa e Quinzano per poi successivamente rimangiarsi tutto e decidere di regalare asfalto e cemento all'uno e all'altro borgo ameno.
Non avevo ancora avuto l'onore di vedere lo spot promozionale confezionato dai filmakers comunali: colonna sonora new-age, filmatino in rendering che ipotizza una Verona del futuro felice di essere bucata e cementificata. All'accensione delle luci, qualche lacrima in sala. Che regia... poi, lui, l'attore, è bravissssssimo.
Dopo la fiction però, il momento saliente e cioè le legittime domande su fonti dei numeri qui e là precedentemente accennati, impatto ambientale e paesaggistico, reale necessità ed efficienza dell'obbrobrio inquinatore.
Le risposte?
Vicine allo zero. No, anzi, se ci riferiamo all'assessore ai fori proprio zero. Non ha aperto bocca!
Ridicoli in quanto a inconsistenza, tra loro addirittura contradditori (mi è piaciuto soprattutto il pezzo su polveri sottili e filtraggio, matte risate): un tempo li si sarebbe apostrofati come imbonitori punto e a capo.
Incalzati da mille domande circostanziate, lo sceriffo securitario non ha saputo alla fine che ribadire sinteticamente ciò: appurato che il confronto è il sale della democrazia, constatato in maniera gradassa come nel suo stile che per fortuna la sala non rappresentava la maggioranza dei veronesi elettori, "se qualcuno vuole si candidi e prenda i miei voti", altrimenti zitti e traforo.
Ecco, l'incontro chiarificatorio è stato tutto qua.
Verona ai veronesi? Sì, ciao.

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