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La nostra città regala squarci memorabili, densi di emozioni, carichi di romanticismo. Non si può rimanere indifferenti a cotanta bellezza che ci circonda e che ci pervade. Tanti nel mondo ce la invidiano,noi ce la teniamo stretta, chiusa, murata la nostra bella città. (continua)


PERLE AI POSTERI (ritratti lungi e miranti)
La cronaca locale, la cultura locale, la politica locale contagiano tutto con la loro simpatia locale. Quest'anno, mettiamo da parte le divergenze e prendiamo esempio dalle loro parole, dai loro gesti, dai loro pensieri.


Corona di spine
Quindici sonetti nati all’ombra, senza tutte le fascine al coperto, a muso duro e berretto fraccato.

Se te passi un giorno par Verona
Se no te ciapi calche scortelà
Saludame i butei, chei cuatro mona
Che la gran vaca che i à stracagà!

Par strada, tiente streta la to dona
La to musina, tienla ben serà,

Anche a Verona s’inabissa la grande corazzata proletaria!

lombroso | 16 Aprile, 2008 16:13

È una malattia temporanea la causa della sconfitta.
La dirigenza del partito non incolpa gli operai: poverini, erano temporaneamente malati, non diamogli la colpa.


Ultim’ora:
Il segretario Fiorenzo Fasoli alla guida del traghetto “Peschiera” si inabissa nel lago di Garda, mentre la banda suona “Bandiera Rossa”. L’hanno sentito gridare «Prete de Legnago, aspettami!».


Dal nostro inviato Lemon Roidi

Sembra che non sia riuscito a riprendersi dalla vergogna di essere stato vittima della "Sindrome Temporanea Disobbediente della Matita Disgiunta e Copiativa" e di non essere riuscito a controllare il suo braccio che si dirigeva, implacabile, verso Alberto da Giussano.
Così il segretario veronese della SA, insieme ad un commando composto dalla segreteria, dal comitato centrale e dalla banda del partito, ha preso possesso del traghetto lacustre “Peschiera” e l’ha portato al centro del lago verso la temuta “fossa extraparlamentare” per inabissarsi in una gloriosa sconfitta.
Ma cos’è questa sindrome STD-MDC?
Chiediamolo ad uno dei pochi psicologi ancora in circolazione che non è mai stato democristiano.
«È una sindrome temporanea», ci ha spiegato lo psicologo ex-sessantottino, (poi Lotta Continua, poi Avanguardia Operaia, con un passaggio dai marxisti-leninisti, poi PCI, poi PSI, poi PDS, Poi DS, poi correntone, poi Sinistra Arcobaleno, oggi in quota Lega) «che prende le componenti di movimento di un organismo e le orienta verso una punizione dell’organismo nel suo complesso». Questa sindrome applicata alle elezioni 2008 ha permesso di fare il voto disgiunto in automatico e punire la sinistra arcobaleno e Turigliatto in un colpo solo.

Come funziona:

Sindrome Temporanea Disobbediente della Matita Disgiunta e Copiativa
1. Comicia a manifestarsi mentre stendi i fogli delle schede elettorali e non riesci a non sovrapporre camera e senato.
2. Il tuo braccio e la mano che tengono la matita copiativa si alzano senza controllo sopra la testa.
3. Nella tua mente si forma l’immagine di Toni Negri che con voce soave ti dice: «Tranquillo. Non aver paura. Le moltitudini vinceranno».
4. Il braccio comincia a cadere in modo da svolgere un arco di circa 100°.
5. La matita copiativa vota perfettamente due liste sovrapposte che puniranno SA e Turigliatto.
L’unico dato sicuro (forse è una controindicazione?) è che nella maggioranza dei casi la matita incappa in Alberto da Giussano.

È questa la causa che ha fatto perdere la sinistra arcobaleno?
Gli scienziati ammettono che probabilmente alcuni milioni di persone ne sono stati affetti nella giornata del 13 aprile.
L’emergenza, assicurano, dovrebbe rientrare entro qualche mese.
Secondo gli stessi scienziati, l’aumento della temperatura terrestre è dovuto alle emissioni dei missili della Spectre.

Da fonti non confermate apprendiamo che tutto l’ex-gruppo parlamentare della sinistra arcobaleno si ritirerà in esilio nel comune di San Mauro di Saline, in provincia di Verona, dove chiedendo in blocco la residenza forse potranno contrastare il 75 % dei voti presi da PDL + Lega.
La ex senatrice Valpiana non conferma né smentisce, ma si lascia scappare un: «Almeno lì il prete è dei nostri!».
Sembra infatti che dei quattro voti presi dalla sinistra arcobaleno, uno sia quello del parroco.

Al loft del PD veneto sono comunque contenti.
«Tanto non potevamo fare di più», ammmettono candidamente.
Eh, credo anch’io.
Più di così, è veramente impossibile.

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