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La nostra città regala squarci memorabili, densi di emozioni, carichi di romanticismo. Non si può rimanere indifferenti a cotanta bellezza che ci circonda e che ci pervade. Tanti nel mondo ce la invidiano,noi ce la teniamo stretta, chiusa, murata la nostra bella città. (continua)


PERLE AI POSTERI (ritratti lungi e miranti)
La cronaca locale, la cultura locale, la politica locale contagiano tutto con la loro simpatia locale. Quest'anno, mettiamo da parte le divergenze e prendiamo esempio dalle loro parole, dai loro gesti, dai loro pensieri.


Corona di spine
Quindici sonetti nati all’ombra, senza tutte le fascine al coperto, a muso duro e berretto fraccato.

Se te passi un giorno par Verona
Se no te ciapi calche scortelà
Saludame i butei, chei cuatro mona
Che la gran vaca che i à stracagà!

Par strada, tiente streta la to dona
La to musina, tienla ben serà,
Se no te basta, prega la madona

La sicurezza della città: a cosa servono le telecamere?

lombroso | 05 Novembre, 2007 17:50

di QuelBrutaleFinalmente

Piazzale san Giorgio, martedì sera. Non trovo più la mia vecchia golf. Forse non l’ho messa qui? Forse è là nell’altro posteggio? Mi faccio a piedi fino a Ponte navi. Eppure mi sembrava di averla parcheggiata lì domenica notte. Forse non mi ricordo bene. Torno indietro sul lungadige guardando con attenzione un’auto alla volta, ci perdo un’ora: nulla. Sparita. Bestemmiando e masticando amaro mi decido alla denuncia. All’ufficio competente c’è di turno un siculo che peserà 150 chili. Dopo mezz’ora di fila compilo il modulo e chiedo informazioni: “La troverete, c’è qualche speranza?” “Minchia saràggià smontata a sarajevo” sghignazza il panzone. Torno a casa svogliato e al limite della depressione: dentro al bagagliaio c’erano anche i tamburi della batteria. Dieci giorni dopo, ore 13e30, sto dormendo in fase rem. Squilla il telefono: è la squadra mobile di via San Vitale: “Sardelli se la viene a riprendere sta golf?” rimango basito. “Chi? Come? Ma dov'è?” “Sveglia sasselli ce l’abbiamo noi da 15 giorni. Venga qui che le firmiamo la consegna”. Contento ma allibito mi fiondo in via san Vitale e un agente dietro alla scrivania mi spiega l’arcano: una denuncia di furto auto sporta con numero di targa sbagliato. L’ebete che ha compilato il modulo di denuncia ha sbagliato una cifra e ha scritto esattamente il mio numero di targa. Così la polizia trova la mia auto, se la prende e la porta nel suo deposito in via torbido. Il bello è che ora devo pagare il deposito al posteggio della polizia: in tutto sono 190 euro. Protesto furibondo e chiedo il numero di chi ha fatto denuncia. Va bene, ma prima devo pagare. Una volta  a casa scopro che il numero è del centralino di una scuola d’inglese di Milano: non sanno nulla della denuncia sbagliata e poi lì ci sono decine di interni non sanno che dirmi. Nero di rabbia torno in via san Vitale e chiedo spiegazioni. Mi sento dire di calmarmi, che non sanno un tubo della mia cazzo di macchina e che così non andiamo d’accordo. Alla fine prima di spingermi fuori mi viene suggerito di fare ricorso al Ministero. L’ho fatto: aspetto da 4 anni. Ora capisco a cosa servono le telecamere. 

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