Il morbo rosa

L’ombroso, il rotocalco di satira clandestina che misura da oltre un lustro il cranio ai cittadini dell’unica città dell’amore degna di questo nome, si ributta nella mischia con questa seconda avventura editoriale. Dopo aver sondato il futuro con il beast-seller “Adieu Pearà. Memorie future dalle ombre di Verona”, approda al passato con questa commedia ambientata nel 1690.

«Il morbo rosa. Ovvero di come la gaia peste si diffuse nella bella Verona» è commedia eufuistica dal sen sfuggita in circa cinque atti composta da Guy de Guillon di suo proprio pugno sotto il papa Alessandro VIII per il sollazzo del Cardinal Porchetta.
Dove si racconta di come la gaia peste si diffuse nella bella Verona e di come il principe Roman ne seppe fare inestimabile profitto, e che per di più contiene altri stupefacenti aneddoti a sorpresa, meravigliose rime sparse e un paio di sentenze da lasciare senza fiato.

Cantata dal famoso Guy de Guillon e impreziosita alquanto dalle illustrazioni del maestro Gianni da Verona detto il Burato.

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Guy de Guillon è lo pseudonimo di un oscurissimo impiegato delle poste affetto da uno squilibrio psicotico che ogni primo lunedì e ultimo giovedì del mese gli procura delle allucinazioni secondo le quali crede di essere un letterato della fine del diciassettesimo secolo.
In realtà è nato a Cazzano di Tramigna nella seconda metà del ventesimo e si dichiara credente ma solo perché ha paura dell’inquisitore. Diplomato in ragioneria, attualmente pensionato, Guy vive a Mestre dove coltiva la sua malattia mentale unendosi ai gruppi di rievocazioni storiche locali.
Giovanissimo si è guadagnato una menzione sull’albo d’oro delle scuole elementari “Aleardo Aleardi” di Verona, città in cui ha vissuto fino all’inizio del secolo. Pare che conosca più lingue ma non l’italiano. Scrive infatti immaginando di essere tradotto da un precario del settore editoriale.

Gianni Burato nasce a Verona dove vive e lavora. Artista eclettico dal notevole talento e con una sensibilità per i dettagli non comune, ha collaborato con «Cuore» e «il Fatto Quotidiano» e illustrato celebri copertine per «il Venerdì di Repubblica». Nel 1998 ha vinto il premio “Pino Zac” al Premio Satira Politica di Forte dei Marmi. Tra i fondatori insieme a Milo Manara del giornale satirico «Verona Infedele».

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