Benvenuto Antifà!
lombroso | 02 Ottobre, 2008 17:21L’ombroso dà il benvenuto a un antifascista
Gianfranco "Antifa" Fini è nella nostra città per inaugurare la via che da anni i camerati veronesi sognano. In Italia, sappiamo, è sufficiente presentare un certificato di morte per veder esentate le marachelle commesse in vita e aspirare ad un processo di beatificazione in piena regola.
Basta dimostrare di essere non vivi, al resto penseranno gli attuali revisori della storia.
Come per il caso di Giorgio "a difesa della razza" Almirante, rastrellatore di partigiani in gioventù e oggi in odore di essere appeso sui muri (per "via Goebbels" ancora un po' di pazienza). Oppure come è successo a San Luigi Calabresi, protettore delle finestre e degli infissi, la cui fulminea carriera l'ha proiettato da commissario a santo in men che non si dica.
Ora, siccome anche Nicola Pasetto – in quanto morto – è in regola con le carte, ci potremo godere una via a lui dedicata. L'indimenticabile parlamentare veronese (da alcuni amorevolmente apostrofato come il "diabolico toupee") è giusto lo si ricordi, lo si celebri, lo si commemori anche con ballate e canti. Così è accaduto in una bella serata nel marzo del 2007, a cui hanno partecipato i contriti Gesta Bellica, gli affranti 1903 e altri musici a braccio teso. Serata di nera nostalgia in quel della Teca, locale affine e colluso, i cui proventi sono andati ovviamente in beneficenza per l'associazione Popoli, di nuovo ovviamente.
(Un consiglio: volete organizzare per il compleanno un festino a sorpresa ad Adolf Hitler ma pensate che qualcuno potrebbe avere l'ardire di offendersi? Niente paura: bollatela come serata di beneficenza e metterete a tacere tutte le malelingue).
Quindi commemoriamolo tutti Nicola Pasetto e ricordiamo tutte le sue gesta. Ma proprio tutte.
Anche quando girava per le strade di Verona con gli amici camerati a caccia di rossi compagni, e giù sprangate.
Anche quando insegnava che era meglio attaccare il nemico piuttosto che essere poi costretti a difendersi.
Anche quando gli girava un diavolo per i quattro capelli e menava fendenti in parlamento.
Anche quando ha promosso, in compagnia di Ruggiero, Battei, Cavedini, Zoccatelli, Tagliapietra e plaudito da un futuro sindaco dalla mascella sporgente, quel lodevole comitato teso a difendere neonazisti e tradizionalisti cattolici "contro la persecuzione della magistratura rossa".
Dicevamo dunque, venerdì 3 ottobre in mattinata il presidente della Camera tiene all'Università una lezione sulla Costituzione italiana. I leghisti assenti sono giustificati dal sindaco Tosi. Poi con gli assessori, le autorità e i simpatizzanti vari, Fini scenderà via San Francesco e, salutando i frinzini e le frinzine, si recherà nella parte superiore di via lungadige Porta Vittoria: un luogo importante da dedicare a una persona altrettanto importante, diranno. Una mezza-via, senza neanche una casa o un numero civico, disabitata come un deserto, diciamo noi.
Non arriveranno cartoline in via Pasetto, non ci saranno patenti, passaporti o carte di identità con gli indirizzi a ricordare il politico-boxer veronese. Forse qualche disgraziato, avvolto tra i cartoni, sul foglio di via avrà l’onore di vedersi scritto il nome di quel Pasetto che, come ricorderà Fini, fu antifascista ante-litteram pure lui.
Come avemmo già modo di scrivere, non ci fraintendete: a noi va bene via Pasetto. Ma allora anche via Tosi, via Flego, via Bussinello. Via tutti, insomma.
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antropometrica.
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