--> lombroso | Asma 3.0

Menu:


I lombrosi:


Schweinfilet!


Propaganda


Il gioco


L'album:


Articoli recenti:


Commenti recenti:


Categorie

Links


RSS feed

RSS 0.90
RSS 1.0
RSS 2.0
Atom 0.3


Sei sul blog de L'ombroso, quattro fogli di satira gratuiti (o di satira gratuita?) partoriti con dolore suppergiù ogni due mesi e abbandonati in giro per Verona.
Vuoi inviarci un contributo scritto, illustrato o fotografato? Vuoi ricevere nel tuo bar e/o luogo di culto preferito il prossimo numero? Vuoi darci soldi, fama e potere?
Diccelo su
lombroso CHIOCCIOLA insiberia PUNTO net

Agenzia Ansia
Addì,
18/11 (ANSIA) Verona – Tosi posa la prima pietra sulle macerie dell'ex centro sociale la Chimica, e annuncia che verrà costruito entro il 2009 un nuovo centro sociale per i residenti del quartiere. Riaprirà, cioè,...

La Vignetta del Signore
Le vignette del tempo che fu


The Dark Side of Romeo
Le KKKartoline
La nostra città regala squarci memorabili, densi di emozioni, carichi di romanticismo. Non si può rimanere indifferenti a cotanta bellezza che ci circonda e che ci pervade. Tanti nel mondo ce la invidiano,noi ce la teniamo stretta, chiusa, murata la nostra bella città. (continua)


PERLE AI POSTERI (ritratti lungi e miranti)
La cronaca locale, la cultura locale, la politica locale contagiano tutto con la loro simpatia locale. Quest'anno, mettiamo da parte le divergenze e prendiamo esempio dalle loro parole, dai loro gesti, dai loro pensieri.


Corona di spine
Quindici sonetti nati all’ombra, senza tutte le fascine al coperto, a muso duro e berretto fraccato.

Se te passi un giorno par Verona
Se no te ciapi calche scortelà
Saludame i butei, chei cuatro mona
Che la gran vaca che i à stracagà!

Par strada, tiente streta la to dona
La to musina, tienla ben serà,
Se no te basta, prega la madona, Che no te ciapi calche smusonà.

La ne diria la nostra sitadina
Patria de leterati e premi Nobe

Asma 3.0

lombroso | 08 Agosto, 2008 08:44

ITE MISSA EST

di Lemon Roidy 

Il cuore di Vandea pulsava aritmico e sotto il tricorno finesettecentesco la boccuccia fina di Maurizio J. canticchiava "Vacanze Romane". Una canzone della sua omonima Antonella, riproposta da Dj Gregorius con il suo solito mix breakbeat di canti medievali e testi latini.
Già l'incipit, con il suo "Roma, ubi es?", rendeva la potenza pontificia dell'Urbe e il cuore vandeano di Maurizio J cominciava a pulsare. Integralista.
E non è una metafora, visto che in quell'annus domini il comitato celebrazioni Pasque Veronesi aveva speso migliaia di euro in piccoli cuori vandeani luminescenti da regalare nelle scuole.
Lui, Maurizio J., capo assoluto delle Pasque, credente Tridentino, cavaliere di Malta e di Cemento, monarchico convinto, ne portava uno sul tricorno, made in China pure quello.

Sempre lui, Maurizio J., guardava la città dall'alto dello stesso castello da cui gli atei e giacobini francesi cannoneggiavano i fedeli della Vera Fede che quello stesso giorno di quasi 300 anni prima si erano ribellati al giogo francese. Ribellatisi più alle tasse che ad altro, ma questo era stato ben celato e mistificato negli anni a suon di Vera Fede, Messe in Latino, Carnevali in costume e Cannoneggiamenti a salve vari.
Ancora lui, Maurizio J., assaporava dall'alto la potenza Cattolica e Romana delle mura della città.
Mura ricostruite durante la prima guerra Provinciale, quando l'alleanza tra Nogara e Legnago aveva stretto in una morsa potente se non letale la città, che privata del suo territorio agricolo a sud aveva dovuto ripristinare gli orti di Spagna e riconvertire gran parte dei vigneti a polenta.
Fu un annus domini molto difficile per tutti a Verona.
L'evento che segnò più di tutti quel tragico periodo fu la rivolta dei tifosi a seguito della retrocessione dell'Hellas nel campionato di 37° categoria.
Sobillati dai cosiddetti Opearàisti, una corrente interna del grande PDN (Partito Democratico del Nord) formata da ex-antagonisti negriani locali passati al leghismo rosso e poi "sussunti" (come avrebbero detto loro stessi) dal PDN, i tifosi marciarono verso corte Pancaldo.
Lì linciarono l'ultracentotredicenne Conte Arvedi e misero al suo posto l'altrettanto superottuagenario Osvaldo Bagnoli.
Durante i riot in centro e gli scontri con le guardie padane - che avevano cercato di ostacolarli - venne distrutto anche "el Tosato", il mitico megaschermo che troneggiava in piazza Bra da svariati anni.
Ma questa è storia.
Nel presente la città, tutt'ora assediata, si accingeva a festeggiare la sua più sacra ricorrenza. Su ogni torre garriva indisturbato il vessillo di guerra di San Marco e non più il massonico tricolore sionista.
Ogni chiesa in città salmodiava in latino, il rito era tridentino, alla statua di san Zeno avevano fatto un bagno decolorante per motivi di decenza, il carroccio ricostruito girava per la città senza problemi.
Le minoranze stavano zitte.
"Che bel silenzio!" pensò Maurizio J. mentre il suo cervello andava al progetto del "Christus Rex", un cannone a onde sonore che doveva spezzare l'assedio con l'aiuto di migliaia di decibel di "Salve Regina" rielaborati dal fidato Dj Gregorius.
Le nubi si addensarono all'improvviso, il cielo si fece scuro e un tuono rombò in lontananza.
Stupìto da questo repentino cambio meteorologico, Maurizio J. nemmeno si accorse delle due ombre che lo raggiunsero furtive alle spalle.
"SCHWEEEEIN", lo stridìo improvviso di una lama che cozzava contro le sue vertebre cervicali fece accapponare la pelle a Maurizio J, la cui testa nel frattempo rotolava a terra.
Fece soltanto tempo a sentire un'ultima frase. Nell'odiato francese.
"Je suis l'amour, Je suis la guillotin".

Il suo cuore fisico cessò di battere, mentre quello vandeano, integralista, continuò il suo pulsare aritmico.
Con batteria cinese.

Ite missa est.

Posted in asma. Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
«Next post | Previous post»

Comments

Leave a Reply

-->